Diritti di proprietà
Marzo 14, 2008 di maxxim

Uno strano articolo è comparso oggi sulla prima pagina del Messaggero d’Abruzzo. Che poi, in fondo, tanto strano non è visto che il Messaggero è di proprietà della Caltagirone SpA e Azzurra Caltagirone è l’attuale moglie del presidente dell’UDC Pier Ferdinando Casini.
Questo il palese invito a votare UDC rivolto agli elettori abruzzesi, pubblicato sull’edizione regionale del quotidiano.
Bertone, Molinari, i politici
di RODOLFO
DE LAURENTIIS*
La serietà e l’autorevolezza delle dichiarazioni del Segretario di Stato vaticano cardinale Bertone non dovrebbero consentire risposte elettoralistiche o sfuggenti. Egli impegna tutti i politici che esplicitamente si richiamano ai valori cristiani e alla dottrina sociale della Chiesa a comportamenti conseguenti e scelte coerenti, anche sul piano personale. Stringente risulta, sulla stessa linea, l’appello rivolto a tutti noi politici abruzzesi dal vescovo dell’Aquila, monsignor Giuseppe Molinari.
Confesso un certo imbarazzo poichè, se da un lato l’accoglimento di tali autorevolissimi richiami non mi comporta particolari sforzi, dall’altro mi lascia la sgradevole sensazione di essere percepito come un “sepolcro imbiancato” di cui le campagne elettorali, in genere, pullulano. Confesso anche un certo disagio per certe forzate compagnie degli ultimi anni: troppi politici troppo in fretta passati dall’ateismo alla devozione più intransigente, da una cultura laicista al fondamentalismo più declamato. Certo, le conversioni sono parte del cammino della fede, il Vangelo ne fornisce esempi di valore accecante, ma questo non impedisce che si faccia fatica a credere all’epidemia cristiana che esplode a ridosso delle elezioni. Io sono persuaso che la Chiesa, nella sua infinita saggezza, saprà ben valutare le adesioni vere da quelle di convenienza. La mia vicenda personale, valutata alla luce della coerenza a cui veniamo chiamati dai Pastori, è quella di un uomo normale, fortunato perché destinatario del dono della fede della quale non mi è mai capitato di dubitare. In quanto uomo, non ho mai perso di vista i miei limiti, il rapporto con la sua insufficienza e con il peccato. Soprattutto di superbia, dal quale ho sempre cercato di tenermi alla larga. La coerenza ho cercato di metterla in campo nei ruoli fondamentali di padre, figlio, marito, lavoratore e, da sei anni, uomo pubblico. Ho sempre dato il meglio? Certo che no, ma nel mio sacco non ho mai trattenuto niente per avarizia. Ho cercato di rimanere degno dei ruoli che ho ricoperto e quando ho sbagliato, non ho mai dovuto provare vergogna per i miei errori. Questo basta? Direi di no. Il mondo che ci si para di fronte appare sgomento, confuso, impaurito. A noi uomini pubblici, con la fortuna e l’onere di avere una fede, è chiesto di saper ascoltare le pene almeno di quella parte del mondo che ci è dato incontrare.
Io propongo che a noi politici cattolici sia chiesto di più di qualche impegnativa e inutile dichiarazione. Non mi vanto ma di certo non mi vergogno di svolgere attività politica tra la gente; ascoltando, cercando di capire anche le cose che la gente non dice, per pudore o vergogna. Anche questo deve essere parte del nostro essere cristiani impegnati in politica. Non nascondo l’orgoglio che provo nel militare nell’Udc che ha deciso di perdere le comodità della “vita di corte”, per restare fedele a ciò in cui ha sempre creduto. E conduce oggi, col suo segretario Cesa e il suo presidente Casini, una battaglia di coerenza. E lo fa senza rete, per passione e coerenza. Speriamo che molti lo capiscano. Per noi la politica è quella che è sempre stata. Chi ci sceglie oggi, sa che ci troverà anche domani. In fondo il senso vero di queste righe può essere proprio questo: noi siamo qui, tra la nostra gente, per rappresentarla ed essere valutati, non solo oggi, non fino al 14 aprile.
(*Deputato Udc)