I sopravvissuti
Marzo 26, 2008 di maxxim

E’ il 23 ottobre del 2006. Il sindaco Enzo Cantagallo, accompagnato da cinque persone fidate, varca la soglia della caserma dei Carabinieri di Montesilvano.
REGIONE CARABINIERI ABRUZZO
Compagnia di Montesilvano
Oggetto: verbale di denuncia - querela orale resa da:
- CANTAGALLO Enzo, nato a Imperia il 01.01.1962, residente in Montesilvano, sindaco del Comune di Montesilvano
L’anno 2006 adì 23 del mese di ottobre, in Montesilvano, presso gli uffici della locale Compagnia dei Carabinieri, alle ore 13.00.
Avanti a noi ufficiali di P.G. (…) è qui presente il sig. CANTAGALLO Enzo, il quale alla presenza del sig. Di PENTIMA Lamberto Capo di Gabinetto presso l’ufficio del sindaco di Montesilvano, denuncia quanto segue:
“da sabato u.s. 19 ottobre e sino al 1° novembre prossimo, come apparso sull’articolo di stampa del quotidiano “Il Centro”, in particolare nella cronaca locale di Montesilvano, pubblicato il sabato 21 ottobre, veniva citata la seguente frase: “SONO ATTIVATI DA SABATO 21 OTTOBRE SINO AL 19 NOVEMBRE I PRESIDI DELLA LEGALITA’ PER LA RACCOLTA DI FIRME ALLO SCOPO DI MANDARE A CASA IL SINDACO CANTAGALLO E LA SUA GIUNTA”.
Aggiungo inoltre che nella città di Montesilvano da qualche giorno circola il volantino recante la dicitura “IL RITORNO DELLA LEGALITA’ E LE DIMISSIONI DEL SINDACO CANTAGALLO CON LA MANIFESTAZIONE IN PIAZZA DIAZ DOMENICA 29 OTTOBRE CON LA PRESENZA DI GIANFRANCO FINI”.
Detti presidi e quanto sopra tendono a sottolineare la presunta illegalità cui il Sindaco e la sua Giunta verserebbero, così da ledere la immagine di tutta l’Amm.ne Comunale e da comprometterne l’onore e il decoro della stessa. Inoltre detto comportamento potrebbe ravvisare estremi di rilievi penali e, pertanto, se ne chiede la eventuale accertamento e conseguente punizione degli autori.
In tal senso vi esibisco e consegno copia della rassegna stampa del comune di Montesilvano e relativamente alle frasi citate sopra.”
Inoltre aggiungo che si susseguono insistentemente voci sulla presunta mia proprietà di una vettura Ferrari colore rosso, unitamente ad un attico ubicato in Pescara frontalmente al complesso del porto turistico. Sono stato informato di queste mie tanto presunte quanto infondate proprietà dai signori DOMENICO DI GIACOMO, RENZO GALLERATI, GUGLIELMO DI FEBO, FABRIZIO TRECCIA ed altri che mi riservo di indicare. Anche per questi ultimi fatti appena citati chiedo la punizione dei responsabili.
F.L.C. E sottoscritto in data e luogo di cui sopra.
(seguono le firme di Cantagallo e dei suoi cinque accompagnatori)
Questa querela venne pubblicata durante la campagna elettorale per le ultime elezioni comunali su un volantino di Alleanza Nazionale dal titolo: “Scandali, misteri, e altre vergogne della disastrosa amministrazione di centrosinistra a Montesilvano. Ricordatelo quando andremo a votare”. In pratica, una raccolta di ritagli di giornale e di manifesti che avrebbero dovuto testimoniare la “lotta di Alleanza Nazionale contro la giunta di centrosinistra”. Sull’ultima pagina del volantino era stata appunto inserita la copia della querela «per attività politica poco “gradita”» che, appena tre settimane prima dell’inizio dell’operazione Ciclone, Enzo Cantagallo, assistito dall’avvocato Lamberto Di Pentima e da quattro testimoni, aveva presentato contro il partito di cui Cordoma era coordinatore.
Come è andata a finire? Che ne è stato di quella comitiva? Come potremmo raccontare questa storia a chi non è di Montesilvano e magari non sa nemmeno chi siano quei sei personaggi? Oltre alla vicende giudiziarie che hanno coinvolto gran parte di loro, penso dovrebbe suscitare qualche stupore anche l’incredibile ascesa di uno dei superstiti.
ENZO CANTAGALLO
Sindaco di Montesilvano da giugno 2004 a novembre 2006, della Margherita, eletto al primo turno con il 65% dei voti, ha anche ricoperto l’incarico di assessore ai Lavori Pubblici sotto la giunta del suo predecessore Renzo Gallerati. ARRESTATO il 15 novembre 2006 nell’ambito dell’operazione denominata “Ciclone” con l’accusa, tra le altre, di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione aggravata. Le sue dimissioni e quelle dell’intera giunta hanno dato origine ad un periodo di commissariamento che si è concluso nel giugno 2007 con l’elezione dell’attuale sindaco Pasquale Cordoma, di Alleanza Nazionale.
RENZO GALLERATI
Sindaco di Montesilvano dal 1995 al 2004, della Margherita, INDAGATO con l’accusa, tra le altre, di aver sperimentato il cosiddetto “Metodo Montesilvano” poi continuato da Enzo Cantagallo. Gallerati, diventato capogruppo della Margherita in consiglio provinciale sarebbe stato il referente dell’amministrazione comunale montesilvanese in Provincia e sarebbe stato lui a farsi carico delle approvazioni necessarie per i progetti e per le varianti urbanistiche. Gallerati è stato anche condannato dalla Corte dei Conti, insieme all’ex assessore Emilio Di Censo, a risarcire al comune di Montesilvano 4000 euro per un danno erariale derivante dall’aver affidato, senza concorso e in violazione delle regole di trasparenza, incarichi professionali a due consulenti (il marito e il convivente delle figlie di Di Censo).
LAMBERTO DI PENTIMA
Capo di gabinetto e avvocato, ARRESTATO il 15 novembre 2006, indagato per favoreggiamento personale «per aver diffuso agli indagati notizie sull’inchiesta in corso ricorrendo ad amicizie in ambiente giudiziario (giudici e magistrati ndr) e investigativo», cioè un vice commissario di Pescara al quale, peraltro, era stato affidato nel periodo estivo il posto di polizia di Montesilvano. Di Pentima deve anche rispondere di calunnia per aver confezionato insieme al sindaco Cantagallo e agli assessori Guglielmo Di Febo, Paolo Di Blasio e Cristiano Tomei una lettera anonima spedita a questore e prefetto, nella quale il capo della Squadra Mobile di Pescara Nicola Zupo viene accusato di indagare solo per vendetta.
GUGLIELMO DI FEBO
Assessore al demanio marittimo e all’edilizia scolastica sotto l’amministrazione Cantagallo, della Margherita, ARRESTATO il 28 dicembre 2006 con l’accusa di concussione e calunnia. Di Febo risulta coinvolto nella vicenda della lettera anonima inviata per condizionare le indagini. Il suo nome viene tirato in ballo anche nello scandalo sulle assunzioni clientelari all’Azienda Sociale di Montesilvano che ha portato all’arresto dell’ex direttore Gianluca Di Blasio. Per favorire la figlia di Di Febo, una ragazza vincitrice del concorso indetto dall’Azienda Sociale sarebbe stata costretta dall’ex direttore a rinunciare al posto, pena il licenziamento dopo il periodo di prova.
DOMENICO DI GIACOMO
assicuratore, candidatosi per la prima volta nel 2004 con la lista civica “Insieme per Montesilvano” (che appoggia l’elezione a sindaco di Enzo Cantagallo), viene eletto consigliere con oltre 200 preferenze. Confluito nella Margherita, ne diventa capogruppo succedendo a Vladimiro Lotorio (poi arrestato per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e all’abuso d’ufficio, falso ideologico e truffa ai danni del consiglio comunale). All’indomani delle dimissioni della giunta a seguito dell’arresto di Cantagallo, Mimmo Di Giacomo si mette «a disposizione del partito». Il suo nome e quello di Renzo Gallerati sono infatti tra i primi ad entrare nella rosa dei possibili candidati sindaci del centrosinistra. A poche settimane dalla presentazione delle liste per le elezioni comunali, Di Giacomo lascia la Margherita e passa al centrodestra dove si candida nelle file del l’UDC. Ottiene 308 preferenze, risultando tra i primi dieci candidati più votati a Montesilvano. In consiglio comunale diventa capogruppo del suo nuovo partito. Il 25 gennaio 2008 il sindaco Pasquale Cordoma lo nomina assessore all’Urbanistica.
FABRIZIO TRECCIA