
Dal Messaggero
Montesilvano, i guai di Cordoma. Il sindaco impone la rinuncia al contratto per evitare lo scandalo
Assunto il figlio del city manager
Rispoli jr ai servizi sociali: imbarazzo e dimissioni lampo
MONTESILVANO – Assunzioni, incarichi e concorsi. Che terreno minato per l’amministrazione di Montesilvano. Ieri il sindaco Lillo Cordoma è stato costretto a chiedere le dimissioni a Guerino Rispoli, figlio del direttore generale dell’ente, Rodolfo Rispoli, neo assunto all’azienda di servizi sociali in sostituzione di una dipendente andata in maternità. Un brutto caso di nepotismo che, a parte il rispetto formale di norme e cavilli, fa a pugni con il buon gusto e stabilisce una continuità nel segno della clientela tra la nuova amministrazione di centrodestra e la precedente con targa ulivista, travolta dallo scandalo Ciclone. Basti pensare che la dipendente sostituita da Rispoli jr è la figlia di uno dei vecchi capi del centrosinistra.
Tutto sarebbe andato liscio se il tam tam dei commenti al veleno non avesse dato all’operazione una pubblicità tutt’altro che gradita. E prima di affrontare una nuova gogna mediatica, il sindaco Cordoma, già indagato per la fuga dei quiz in occasione del primo concorso gestito dall’amministrazione di centrodestra, ha deciso di disinnescare la bomba imponendo le dimissioni al giovane Rispoli. Difficile non dare targa politica alla nomina. Rodolfo Rispoli è un esponente molto noto del centrodestra chietino. Fratello di Enrico, sindaco alla fine della prima Repubblica, poi vice durante una delle giunte Cucullo, prima di approdare a Montesilvano Rodolfo Rispoli ha ricoperto incarichi di prestigio come direttore generale della Provincia di Chieti (sotto la presidenza An di Mauro Febo), direttore amministrativo della Asl nel 2005, dirigente delle attività produttive della Provincia. A Montesilvano guadagna oltre centomila euro l’anno, che sarebbero stati integrati dallo stipendio del figliuolo.
A miccia innescata, Cordoma ha meditato mezza giornata sul da farsi. Ha chiesto informazioni e ha scoperto che l’assunzione di Guerino Rispoli, disposta senza alcuna forma di pubblicità, non aveva la forma di uno stage, ma un vero e proprio contratto a termine. Unica giustificazione possibile per il Comune, il fatto che la sostituzione della dipendente in maternità è a carico dell’Inps e non dell’azienda di servizi sociali, ma resta il nodo insuperabile della mancata selezione pubblica. Quello del giovane Rispoli è il secondo rifiuto strategico nel giro di pochi giorni, dopo il no all’assessorato da parte del nipote dell’onorevole Catone.
Da PrimadaNoi
Da Concorsopoli a Parentopoli, «Cordoma ci fa vedere un vecchio film»
MONTESILVANO. «Ormai non ci sono più parole per definire la gestione privatistico-familiare del Comune e degli enti che vi fanno capo; si continua a non aver rispetto per l’istituzione e la città».
Queste le dichiarazioni dell’avvocato Francesco Maragno, consigliere di minoranza, alla notizia dell’assunzione “in segreto” e senza alcun concorso, del figlio dell’attuale city manager al Comune, presso l’Azienda Speciale per i Servizi Sociali, ex Deborah Ferrigno.
Sembrerebbe un film già visto, quello dell’inchiesta Ciclone nel quale sono emerse le “chiamate dirette” per l’assunzione del personale.
Ma oggi l’amministrazione è cambiata e siamo nell’era Cordoma…
Ieri il sindaco avrebbe chiesto le dimissioni di Guerino Rispoli, figlio del direttore generale dell’ente, Rodolfo Rispoli, assunto in sostituzione di una dipendente andata in maternità.
Rodolfo Rispoli è un esponente noto del centrodestra chietino. Fratello di Enrico, sindaco alla fine della prima Repubblica, poi vice durante una delle giunte Cucullo.
Ha ricoperto incarichi importanti anche alla Provincia di Chieti e alla Asl.
«Come cittadino, prima ancora che come amministratore», prosegue Maragno, «sono profondamente indignato per quanto ormai quasi quotidianamente sta avvenendo al Comune; dopo lo scandalo Concorsopoli e gli avvisi di garanzia che ne seguirono pensavo che si fosse tratto insegnamento e si volesse amministrare nel rispetto delle regole, ma soprattutto dando un forte segnale di cambiamento e trasparenza. Evidentemente, i fatti dimostrano che si continua ad amministrare la “res publica” in regime privatistico, continuando a favorire amici e parenti come testimonia l’ultima nomina di Rispoli junior all’Azienda Speciale per i Servizi Sociali».
Non solo. «Risulta impossibile», spiega ancora Maragno, «riuscire ad apprendere notizie sulla gestione anche dai vertici dall’Azienda che, a più riprese convocati in commissione per relazionare, non si sono mai presentati. Tutto ciò, presumibilmente, delinea una precisa e gravissima volontà di non voler far trasparire all’esterno ciò che accade all’interno. Alla luce di quanto sta accadendo», conclude Maragno, «qualcuno dovrà assumersi le proprie responsabilità».
Che sia l’ennesimo passo falso del sindaco del dopo Ciclone?
Di sicuro è un fatto che non fa che influire pesantemente sul gradimento del primo cittadino che prometteva il cambiamento e di voltare pagina e che invece, dopo appena pochi mesi, è rimasto invischiato in una inchiesta dove è finito indagato insieme al responsabile provinciale del suo partito, Lorenzo Sospiri.
Per loro le accuse sono quelle di aver agevolato alcuni concorrenti di un concorso pubblico.
Dopo una serie di richieste gli inquirenti hanno finalmente ottenuto alcune risposte che ancora mancavano per completare il quadro delle indagini che potrebbero concludersi entro questo mese di luglio.
Nell’inchiesta è rimasta coinvolta anche la ditta Quanta che aveva il compito di gestire la selezione del concorso.
09/07/2008 15.49
PD: «ENNESIMO PASSO FALSO DI CORDOMA
«La situazione di clientelismo politico – tanto avversata dal governo Cordoma in campagna elettorale – risulta, invece, avere ancora ben radicate posizioni presso l’amministrazione comunale di Montesilvano».
Questo è il commento dei consiglieri del Pd Adriano Chiulli e Feliciano D’Ignazio. «Il tema della legalità e della trasparenza», continuano i due, «hanno rappresentato il cavallo di battaglia per questa amministrazione di centrodestra nelle ultime elezioni comunali, è risultato a ben vedere, un obbiettivo effimero poiché sia l’operato della giunta che, soprattutto, quello dell’azienda speciale manifestano vari lati oscuri su cui bisognerebbe porre notevole attenzione».
L’assunzione del figlio del direttore generale, secondo gli esponenti del Pd «è l’ennesimo passo falso del governo Cordoma».
«Si è interessati a sapere», chiudono i due, «la versione del sindaco sull’accaduto in modo da acclarare se anche in questo caso – come oramai di consuetudine – il primo cittadino si vada a trincerare dietro al fatto di non sapere nulla sull’accaduto».
09/07/2008 17.24
Il Messaggero (10/07/08)
Montesilvano. L’imbarazzo del sindaco dopo le dimissioni lampo del giovane Rispoli: «Una scelta improvvida»
Parentopoli: Cordoma nella bufera
Pioggia di critiche sul sindaco per l’assunzione del figlio del city manager
di PIERGIORGIO ORSINI
MONTESILVANO – Cordoma e la vicenda Rispoli: un’ennesima buccia di banana, su cui scivola il primo cittadino di Montesivano, rimediando un’altra brutta figura, aggravata dal comunicato di ieri in cui sostiene che il figlio del city manager «non è stato mai assunto” nel Comune di Montesilvano. Premesso che lui stesso definisce la scelta una «improvvida decisione», c’è da aggiungere che è stato proprio Cordoma a riferire a Il Messaggero, martedì, di aver ricevuto le dimissioni di Rispoli jr. Fonti dell’azienda dei servizi sociali riferiscono poi che l’impiegato eccellente timbrava regolarmente il cartellino fino a qualche giorno fa, la scelta non è nemmeno giustificabile con il fatto che le spese per il nuovo dipendente sarebbero state a carico dell’Inps. Quel che conta, dal punto di vista di tanti disoccupati senza sponsor, è il pensiero. Retromarcia a parte («la nostra amministrazione non si macchierà di inciuci», promette Coerdoma), il modus operandi del sindaco ha ricalcato in pieno il nepotismo dei vecchi amministratori. La versione edulcorata dell’accaduto dice che che Guerino Rispoli ha frequentato uno stage gratuito presso il Comune di Montesilvano. E quando si è aperto un vuoto per maternità nell’azienda dei servizi sociali, il “parentificio” della vecchia amministrazione di centrosinistra, è sembrato naturale riservare il posto al figlio del city manager.
Non è stata una mossa politicamente corretta. E infatti il caso ha scatenato commenti molto duri. «Parentopoli non è mai finita – afferma il capogruppo del Pd Adriano Chiulli – e la gestione dell’azienda speciale ci lascia interdetti. In questi ultimi tempi l’amministrazione di centrodestra ha dovuto fare marcia-indietro più volte; si pensi al licenziamento in tronco della psicologa, reintegrata nel giro di pochi giorni, si pensi all’incarico a Gianluca Di Blasio all’interno del Considan, ritirato in poche ore. Cordoma sta collezionando una serie di brutte figure e quando è costretto a riassumere un dipendente non fa che peggiorare la situazione». Più pesanti le considerazioni di Leo Brocchi che definisce illegittima la nomina del city manager Rispoli (in arrivo una denuncia alla Corte dei conti) e bolla come «ennesima cilecca del sindaco Cordoma» l’assunzione di Rodolfo Rispoli. A suo dire il Comune non ha rispettato il patto di stabilità. Altre bacchettate arrivano infine dal consigliere di minoranza Francesco Maragno. «Dopo lo scandalo concorsopoli e gli avvisi di garanzia, mi aspettavo un segnale forte di cambiamento; purtroppo i fatti dimostrano tutto il contrario».