
Penso che la recente diatriba sulla nuova toponomastica della città sia davvero uno degli spettacoli più desolanti sin ora offerti dall’attuale amministrazione comunale. Possibile che il sindaco Cordoma e la sua giunta non trovino nulla di meglio da fare?
Tra i protagonisti di questa ennesima bella pagina della vita politica di Montesilvano, vi è, senza alcun dubbio, l’assessore all’Urbanistica Mimmo Di Giacomo al quale va riconosciuto il merito di essersi sin da subito prodigato per dare una risposta all’atroce dilemma che da diversi giorni sta angosciando l’esistenza di migliaia di cittadini: quali nomi dare alle nuove vie e alle nuove piazze?
Un problema irrisolto, lasciato in eredità dalle precedenti amministrazioni di centrosinistra e divenuto ormai emergenza sociale.
Ma c’è un altro motivo per il quale dovremmo tutti essere grati all’assessore Mimmo Di Giacomo ed è quello di aver riportato il dibattito politico ad un livello alto, così alto, che non si vedeva da qualche decennio.
Quello che segue è un post che l’assessore Di Giacomo ha pubblicato l’11 settembre sul suo blog (www.mimmodigiacomo.it) ma che è rimasto lì solo poche ore, cioè più o meno il tempo di un divieto di balneazione firmato dal sindaco Cordoma. Ovviamente, ognuno è liberissimo di fare del proprio blog quello che vuole. Ma pubblicare un post per poi decidere che forse è meglio cancellarlo, sperando magari che non l’abbia letto nessuno, non è proprio una bella cosa, soprattutto se si ricopre anche un ruolo istituzionale.
Allora, perché mai un blog con la spina staccata ormai da mesi, dopo essere stato tra l’altro completamente svuotato di ogni contenuto (correva il mese di gennaio e Di Giacomo era in odore di assessorato), dovrebbe mai riprendere a palpitare, anche se per poco tempo? Semplice. Per vendicare un’onta infamante: una “lezione di montesilvanesità” da parte dell’“oriundo” ex assessore alla Cultura Vittorio Gervasi. E che ha fatto in pratica sto Gervasi? Durante l’appassionante disputa sulla toponomastica, non solo ha accusato gli amministratori comunali di avere poca memoria storica, ma (e qui mi trema la voce…) ha avuto l’ardire di promettere al sindaco e ai suoi assessori (quindi anche all’assessore all’Urbanistica Mimmo Di Giacomo) una copia regalo del libro “Racconti di Calicasacca” di Don Nicola Maria Castellano, scrittore salesiano che a Montesilvano ha avuto i suoi natali e al quale Gervasi vorrebbe fosse intitolata una via o una scuola.
Replica il graffiante Mimmo Di Giacomo a Gervasi “che della nostra città credo che conosca solo la casa in cui abita” :
“Se avesse letto il saggio (”Racconti di Calicasacca”, ndr) l’estate scorsa, quando era assessore, avremmo avuto il piacere di leggere una sua delibera; leggerla ma bocciarla, in quanto una via a Don Castellano esiste già da tempo!”
Io non so se esiste una mappa della città riservata solo ai montesilvanesi a denominazione di origine controllata come Mimmo Di Giacomo. Ad ogni modo, pur non potendo vantare altro riconoscimento pubblico se non il certificato di residenza, mi sono preso la briga (l’assessore mi perdonerà) di fare qualche verifica (Pagine Gialle, ViaMichelin, Google Maps, Tom Tom One e Autoroute 2007) e, in effetti, a Montesilvano una via intitolata ad un certo Castellano c’è (difronte al Lidl, congiunge Corso Umberto a via Verrotti). Solo che si tratta di via “G. Castellano” ovvero Giuseppe Castellano, il generale italiano che per conto di Badoglio, il 3 settembre 1943 firmò l’armistizio con gli angloamericani, poi ufficialmente proclamato l’8 settembre.
Ed ecco che, a questo punto, possiamo finalmente azzardare un’ipotesi su quale sia stato il ragionamento, complesso ed articolato, che ha spinto l’assessore a decidere la cancellazione del post: “Mi sa che ho detto una cazzata”.

Eccolo, un documento ormai introvabile sul web…
in risposta alla nota de “il centro” del 11 settembre
di MIMMO DI GIACOMO
Posted on September 11th, 2008 in Politica.
all’amico Gervasi,
“….intitolare a don castellano una via o una scuola…il dibattito che si è aperto denota lo scarso radicamento sul territorio dei nostri amministratori….mi impegno a ragalare agli assessori alcune copie del saggio di Don castellano”
A tutto c’è un limite, che molto spesso si oltrepassa, ma ricevere una lezione di montesilvanesità da parte di Gervasi che della nostra città credo che conosca solo la casa in cui abita mi smuove un sentimento di ironia al quale non mi sottraggo dal dare voce.
Mi spiace constatare che solo per aver letto quest’estate il saggio di Don castellano gli sia balenata l’idea di intitolargli una via. Se avesse letto il saggio l’estate scorsa, quando era assessore, avremmo avuto il piacere di leggere una sua delibera; leggerla ma bocciarla, in quanto una via a Don Castellano esiste già da tempo!
Ma è ovvio che ad un oriundo non si chiede di conoscere a menadito il territorio e la sua toponomastica; quindi errore perdonabile!
Perdonabile anche l’errore di voler regalare agli assessori, quindi anche al sottoscritto, una copia dei Racconti di Calicasacca!
Caro ex assessore, la ringrazio,ma la sua assoluta non conoscenza del territorio ed il suo assoluto non radicamento l’hanno spinta a dire una stupidaggine che nel mio caso sfocia nel ridicolo.
Il libro di cui parla e che vorrebbe regalarmi, è stato “rispolverato” grazie al lavoro certosino dell’”Associazione amici del libro abruzzese” , associazione fondata dal mai troppo compianto Carlo Di Giacomo, mio zio, che ne curò la ristampa e la divulgazione, zio al quale, la precedente amministrazione, tra l’altro, ha già intitolato una sala nel palazzo dell’ex mercato coperto,
Quante sere, inoltre, ho visto mio padre, collaboratore anch’egli dell’associazione, tracrivere per ore ed ore al pc quel libro, per inviare poi i file alla grafica!
Certo, la polemica innescata sulla intitolazione di vie e strade potrebbe continuare per ore e proporre migliaia di nomi.
Mi permetto di riproporre, cosa già avvenuta nella commissione dei capogruppo consiliare, di creare una commissione formata da storici, professori, personaggi illustri della città, che redigano una proposta riguardo la nuova onomastica della città.
Mi creda caro Gervasi, non perda pure l’ occasione di mettersi in mostra, ma non parli di montesilvanesità a chi si onora di esserci nato ed essere “figlio e nipote” di cittadini umili, ma illustri, della nostra, non sua, città!

Venerdì 19 settembre ore 15.43 – aggiornamento
Quasi un fulmine a ciel sereno. Lo so, la notizia deluderà molti e, personalmente, non oso immaginare quante notti insonni mi attendono d’ora in avanti: è vero, via Don Castellano non esiste ma sembra proprio (e, purtroppo, non ho alcun motivo per dubitarne) che esista una Piazza Don Castellano (c’era il trabocchetto…). Tutta colpa della mia “assoluta non conoscenza del territorio” , del mio “assoluto non radicamento” e di una “montesilvanesità” che lascia molto a desiderare. Gervasi, quindi, è in buona compagnia. Ringrazio l’assessore Mimmo Di Giacomo per la precisazione ma, soprattutto, mi complimento con lui per essere riuscito a cogliere perfettamente lo spirito di questo post a lui dedicato. Bravo.

Sabato 20 settembre ore 7.32
“L’assessore e il post fantasma” – L’EPILOGO
Un finale che ricorda quello del film “The Others”:
Non c’è nessun “post fantasma”. Se c’è un fantasma, quello sono io.
(leggasi commenti tutti, in particolare n.6 e, se vi avanza del tempo, n.7)
Ahahah, sei un grande!
E noi, in che c**** di mani ci siamo messi…
ma purtroppo non questa volta caro maxim.
mi spiace dover constatare che hai un odio nei miei confronti, che non ricambio, che nasce non capisco da cosa se torno a leggere una tua simpatica mail, che conservo, inviatami all’indomani dell’elezione di giugno 2007, nella quale oltre ad esternarmi gli auguri per l’elezione di dichiaravi comunque contento perchè ciò fosse accaduta..
ma tant’è.
purtroppo per don castellano esiste una via che sfocia in una piazza che porta il suo nome e non è quella da te giustamente fotografata.
se vuoi ci andiamo insieme, fotografi la piazza ed attesti quanto ti dico!(zona santa filomena vicino strada parco!)
io, tra l’altro, non sono entrato nel dibattito della toponomastica avventurandomi in proposizioni inutili di nomi e cognomi, ma ho semplicemente detto, a risposta di quesito postomi dal giornalista del centro, che sarebbe stato il caso di formare una commissione composta da politici, storici, giornalisti, docenti, ecc per riportare ordine nel disordine attuale.
ma tant’è! vuoi per forza tirarmi dentro questa inutile vicenda.
ma forse la responsabilità è nostra che non ti suggeriamo altri argomenti.
leggo poi, che mi hai tirato dentro la storia della tartaruga marina, che mi dai del sopravvissuto…credimi, è solo gossip dal quale cerchi di far trasparire un malo modo di amministrare o una scarso aver rispetto dell’altro.
mah!
eppure il tuo blog si apre con un “perchè tanto odio” di TOTEM memoria.
rispondo al signor becci, del quale conservo pure una mail simpatica nella quale mi esortava ad amministrare con la stessa dedizione che stava lui stesso ammirando, dichiarandomi stupito per la sua esternazione!!!
ma tant’è!
iniziamo ad essere tutti filodipietristi.
odiamo chi si occupa della cosa pubblica.
io, che ho scoperto l’esistenza solo oggi, mio malgrado (!) di questo blog, continuerò a leggervi con simpatia.
saluti.
ordino tre caffè da condividere con te e beccia.
Meglio se sbagliano ironici bloggers che chi ha responsabilità di amministrazione! Sono contento così
Pur nutrendo diffidenza nella famosa democrazia partecipata, mi piacerebbe che fossero proprio i montesilvanesi a poter decidere i nomi da dare alle vie (visto che saranno loro ad abitarci…).
Pensavo ad un referendum popolare, pluriopzionale.
Aberrante?forse sì, ma sarebbe anche un motivo per riavvicinare questa amministrazione alla sua città.
Ne approfitto per salutare caramente l’amico Mimmo.
Marco F.
Perchè aberrante, Marco? E’ la democrazia diretta, unico antidoto per una democrazia che sta mostrando tutti i propri limiti nel principio di rappresentatività. Tutti i metodi di coinvolgimento dei cittadini sono ben accetti. La tecnologia ci viene in soccorso. Io estenderei metodi del genere a tanti altri casi (penso alla diatriba sulla strada parco, ad esempio) e i cittadini sarebbero anche più responsabilizzati nelle loro scelte.
sono d’accordo sulle strade di collegamento molto importanti. far determinare il nome di una grande via direttamente e democraticamente ai cittadini è una buona scelta.
però per riordinare una toponomastica cosi’ “distratta” resto convinto che il referendum sarebbe un “casino”!.
in termini organizzativi ovviamente.
vi saluto davvero cordialmente.
due precisazioni per maxim:
1) il testo in risposta alla nota davvero polemica di Gervasi che avrei censurato è lo stesso testo che ho inviato al centro e che ha pubblicao in parte. ma perchè devi essere per forza opposizione ed essere sempre malizioso?
ovvero: comprendo il messaggio evangelico che intendi lanciarmi: Gervasi mi prende a “sarache” ed io dovrei porgere l’altra guancia!..ma non sono un buon cristiano!
2) ma chi ti ha dato la mia foto????
risaluti davvero con sincera stima a tutti!
Ognuno ha il diritto di leggere il post come crede e di decidere tra (A) l’esistenza o meno di una via Don Castellano o (B) il simpatico siparietto tra un ex assessore ed un assessore in carica (entrambi nominati dallo stesso sindaco), qual è il dettaglio e qual è la sostanza.
Rispondo a Mimmo Di Giacomo:
1 – Quando ho visto che il tuo articolo non c’era più, mi sono detto “E ci credo che l’ha cancellato, si sarà reso conto!”. Perchè un articolo come quello (in buona parte, una schermaglia su “la lezione di montesilvanesità”…mah!…), a tutto mi fa pensare tranne che ad un comunicato ufficiale (…con Gervasi che “della città credo che conosca solo la casa in cui abita”…). Un’autocensura, quindi, vuoi per il tono un po’ troppo sopra le righe vuoi anche, più banalmente, perchè un particolare dell’articolo si è poi rivelato inesatto (la via già esiste, anzi no), mi è sembrata la spiegazione più plausibile e umanamente comprensibile. E che cavolo! Significa che esiste almeno il senso della misura. Macché! L’articolo, per tua candida ammissione, è stato trasmesso, tale e quale, al quotidiano il Centro (addirittura) che lo ha pubblicato anche se solo in parte (e ci mancherebbe…). Credimi, non mi sarebbe bastata un’overdose di malizia per immaginare una cosa del genere. A questo punto, mi assale un dubbio atroce: in fondo, vi hanno votato e in molti continuerebbero a farlo. Allora, chi è inadeguato, chi è davvero fuori contesto? E’ fuori contesto l’amministrazione di cui fai parte che ha un format di comunicati stampa, secondo me, adeguato al proprio livello? Il livello di chi non realizza nulla che non sia stato già pensato da altri (l’ultima, Villa Delfico…), di un sindaco che firma “a malincuore” divieti di balneazione a settembre con un mare che è una merda da giugno, che premia con una delega i cambi di casacca (come Di Felice ed un altro di cui non mi viene il nome), che vorrebbe in giunta un nipote-di-onorevole che ha appena completato lo sviluppo, il livello di un vicesindaco che fa piantare due gerani e parla di “città giardino”, di un assessore che vuole togliere la pista ciclabile per fare parcheggi etc. etc. etc….Oppure sono fuori contesto le persone (poche) che, come me, la pensano in questo modo? E, quindi, qual’è il messaggio che passa attraverso il post: “in che c…zo di mani ci siamo messi” (come il primo commento di Luigi Beccia) oppure “questo voleva fare “tana per l’assessore”, è stato smentito e il numero non è riuscito”?
2 – Riguardo all’odio: se tu facessi politica in quel paese che tutti considerano un modello di democrazia e dove il limite del “politically correct” è alquanto labile, ti avrebbero già fatto la rettoscopia e pubblicato i risultati sul web. Qui da noi (Italia/Montesilvano), per molto ma molto meno (come la ri-pubblicazione di un post-comunicato stampa, tra l’altro rivendicato con orgoglio) ti senti accusato di ODIO, campagna d’ODIO e linciaggio mediatico.
3 – L’email è, più o meno, l’equivalente di una conversazione privata. Ad ogni modo, ho riletto quella di cui parli e, onestamente, non mi è sembrata proprio il preludio di un amore.
4 – quella foto non me l’ha data nessuno. L’ho presa dalla testata del tuo blog. Lo so, è strano, ma se fai tasto dx->Salva sfondo con nome, viene fuori un’immagine “logo.gif” uguale a quella. Quante cose ti ding’ amparà….
5 – una nota di colore. Oggi sono andato a vedere questa Piazza Don Castellano (che comunque via non è), perchè mi è venuta la curiosità. E ho scoperto che, in realtà, non è neanche una piazza ma un giardinetto comunale recintato (che tra l’altro conoscevo benissimo) a cui è stato dato il nome di Piazza Don Nicola Castellano. Ecco perchè nessuna mappa (ad eccezione di questa) la riporta. Perchè non c’è nessuna via che la attraversa, non ci sono numeri civici e nessuna corrispondenza verrà mai consegnata in questa piazza. Diciamo, è un po’ come Via dei Pupazzi a Villa Borghese.
Un saluto.
maxxim
….:-)…ok….sappi che il concetto delle differenze che ci consentono di crescere è una lezione di vita alla quale credo davvero!
…rileggendo l’articolo in risposta al gervasi, dopo qualche giorno, faccio con umiltà un bel passo indietro. se dovessi riscriverlo oggi lo farei comunque, ma molto meno “acido”!.
…sul tuo giudizio nei confronti dell’amministrazione, pur condividendolo in parte, devo ricordarti che l’eredità non era poi proprio “roba da ricchi”!.
saluti cordiali.
ps l’invito per un caffè durante il quale condividere idee e giudizi vale ancora. invece di tre ne ordino quattro! (per l’amico forconi!)
saluti.
che spettacolo leggervi…
Il concetto della “montesilvanesità” irrompe nell’antropologia, per ivi lasciare il segno di uno straordinario nuovo inizio: la teoria del primato dei 4 gatti.
Dopo averle distrutte o scippate alla gente, i furbetti si attardano intorno ai loro nomi: le vie dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni, quelle di Montesilvano sono solo lastricate, ma ancora per poco.