Secondo quanto riportato in un comunicato stampa pubblicato il 23 febbraio sul sito comunale, i lavori di ampliamento del depuratore dovrebbero essere praticamente conclusi da oltre due settimane. Siccome però non mi risulta che a tal riguardo vi sia stato alcun annuncio da parte dell’amministrazione (che di solito proclama solennemente anche la fioritura delle begonie), suggerirei a qualche consigliere, magari dell’opposizione, di andare a controllare. Anche perché l’estate è ormai arrivata e sarebbe sgradevole se, dopo il mancato riconoscimento della Bandiera Blu (mah!), le prossime analisi delle acque di balneazione a Montesilvano dovessero confermare invece la Bandiera Marrone guadagnata lo scorso anno.
Benchè siano trascorsi ormai più di due mesi, guardate un po’ come la stessa notizia “Al via i lavori sul depuratore” è stata trattata da un quotidiano, tradizionalmente non certo ostile al sindaco Cordoma, e sul sito istituzionale…
Da il Tempo Abruzzo del 24/02/09
MONTESILVANO. Per tutelare il turismo estivo ed evitare un’altra ordinanza di divieto di balneazione, in piena stagione balneare (com’è successo la scorsa estate), il sindaco Cordoma ha dato ieri il via ai lavori di ampliamento del depuratore consortile di via Tamigi.
“L’intervento di potenziamento dell’impianto con nuove vasche di ossidazione – ha spiegato il primo cittadino – non poteva essere rimandato ancora e siamo sicuri che rappresenterà il primo passo di una serie di lavori e controlli su tutta l’asta fluviale del Saline. Ringrazio pertanto il Consorzio degli albergatori che ha finanziato di tasca propria il progetto e ringrazio l’Aca: in piena sintonia con l’amministrazione hanno lavorato nel reperimento dei fondi pari a 1 milione di euro“.
dal Comunicato Stampa del 23/02/09 pubblicato sul “Sito Utile Davvero”
AL VIA I LAVORI DI AMPLIAMENTO DEL DEPURATORE
(…) Nell’ultimo incontro di mercoledì scorso il Sindaco Pasquale Cordoma e il Consorzio Albergatori ha ribadito che “è di fondamentale importanza intervenire subito sul depuratore per non correre rischi alla balneazione delle nostre acque e per dare alla città una stagione estiva all’insegna del mare pulito”. L’Amministrazione Comunale di Montesilvano e il Consorzio si sono mossi in tempo, già dalla fine dello scorso settembre, per evitare di incorrere nelle stesse problematiche dell’estate passata quando, il divieto di balneazione dovuto ad una inadeguata depurazione delle vasche da parte dell’Aca, provocò gravi danni ad un tratto importante della costa montesilvanese e di conseguenza al turismo alberghiero della città. (…) I lavori di ampliamento delle vasche, che interesseranno anche il comune di Cappelle sul Tavo, dovrebbero essere ultimati entro il mese di aprile. Il consigliere comunale Adriano Tocco ha seguito bene la questione e ha preso parte a tutti gli incontri tra Amministrazione Comunale e Albergatori: “Se dovessero ripetersi le stesse questioni dello scorso anno – spiega il consigliere – sarebbe un grave danno per l’intera economia della città, per questo l’Amministrazione e il Consorzio si sono mossi in tempo per scongiurare ogni rischio. Nel corso di questi mesi sono stati effettuati numerosi interventi di monitoraggio sul fiume Saline, che non deve risultare più un problema, ma deve diventare una risorsa per la collettività su cui investire.(…)
A meno che qualcuno non dichiari ufficialmente che l’addetto all’ufficio stampa scrive a briglie sciolte tutto quello che gli passa per la mente, non vedo alcun motivo per dubitare di ciò che viene pubblicato sul sito comunale (peggio per loro…).
E allora, quel comunicato stampa è l’ennesima prova della sfacciataggine con la quale questa amministrazione comunale persevera nello scaricare su altri (in questo caso l’Aca) le proprie inadempienze e le propria incapacità, attuali e pregresse.
Secondo l’autorevole Voce (sgrammaticata) del Governo di Città (“Sindaco e Consorzio ha ribadito”, “per non correre rischi alla balneazione, “una risorsa per la collettività su cui investire”), l’Aca avrebbe la responsabilità dell’ “inadeguata depurazione delle vasche” (o delle acque?) che la scorsa estate è stata all’origine del divieto di balneazione. Un’accusa che viene buttata lì come se si trattasse di una verità nota e incontrovertibile. La parte più interessante del comunicato stampa è però quella in cui si afferma che per scongiurare i problemi dell’estate passata l’amministrazione e il consorzio degli albergatori si sono “mossi in tempo” (il concetto viene ribadito più volte) già dalla fine di settembre. Qui in pratica però si danno la zappa sui piedi. Rassicurare oggi sulla tempestività degli interventi a favore dell’imminente stagione balneare suona infatti come un’implicita ammissione di colpa riguardo a quanto accaduto l’anno precedente. Ecco perché occorre incolpare l’Aca, tanto più ora che il nuovo presidente difficilmente su questa vicenda si strapperà le vesti per difendere il suo predecessore. Insomma, ma alla fine, chi avrebbe dovuto muoversi in tempo?
Dal momento che a qualcuno fa evidentemente comodo confondere le carte in tavola, tanto la gente non ricorda nulla, vediamo di fare un po’ di storia.
Il 18 novembre 2006 (tre giorni dopo l’arresto di Cantagallo) in un articolo pubblicato su PrimadaNoi dal titolo «Che c’entra la Considan con la gestione dell’acqua?», il segretario dell’associazione CODICI Giovanni D’Andrea denunciava la mancata attuazione del contratto di servizio, sottoscritto il 31 marzo 2003, che prevedeva il trasferimento delle competenze relative alla depurazione delle acque dal Considan al gestore unico Aca entro il 30 giugno 2006. In pratica, se tutto fosse andato come doveva, il Considan sarebbe dovuto scomparire già un anno prima dell’insediamento dell’attuale giunta. Ma come potevano le nuove leve della rinascita montesilvanese rinunciare tanto facilmente ad un così bell’orticello da lottizzare, visto e considerato anche il mal di pancia dell’UDC a cui non tornavano i conti delle poltrone? No, non si poteva proprio. Come si sa, ad agosto viene nominato il nuovo consiglio di amministrazione i cui membri però (di questo va dato atto al sindaco Cordoma) sono tecnici di comprovata esperienza: dal pittore di Forza Nuova Valeriano Oronzo al luminare delle Acque Reflue dottor Loris Di Vittorio, autore di numerose pubblicazioni su riviste internazionali del settore (l’ultima recentissima è “Black Water Purification and Motorcycle Clothing”) e che infatti vanta incarichi dirigenziali alle Ferrovie dello Stato ed Euronics. Il cda resta in carica sino a giugno e non oltre solo perchè uno scandalo (la famosa consulenza all’avvocato-indagato Gianluca Di Blasio) costringe il direttore Loris Di Vittorio, e a ruota gli altri membri del cda, alle dimissioni.
Degli ultimi e assai poco gloriosi mesi di vita del Considan resta purtroppo solo questo documento che ho scaricato dal sito dell’ente prima che venisse cancellato insieme a tutto il resto:
(qui il file originale RINVIO%20GARA)
Il documento in questione riguarda ancora una volta l’ampliamento del depuratore ed è una lettera, datata 4 marzo 2008, con la quale il direttore del Considan comunicava alle ditte partecipanti alla gara (pubblicata sulla G.U. il 2/02/08) il rinvio dell’apertura delle buste per via dell’imminente passaggio delle competenze all’Aca, quel passaggio cioè che proprio il sindaco Cordoma aveva ripetutamente procrastinato.
Una lettera che sarebbe del tutto priva di interesse se non fosse perché dimostra chiaramente che, a sette mesi dalla nomina del nuovo cda e, soprattutto, a quasi due mesi dall’inizio della stagione balneare 2008 (quella dei coliformi fecali record), il Considan non aveva ancora avviato alcun lavoro per l’ampliamento del depuratore.
Ma garantire l’efficienza del depuratore (da cui dipende anche la balneabilità del mare) era solo una funzione accessoria oppure era il principale compito del Considan come l’acronimo del nome lascerebbe intendere? E l’amministrazione comunale che oggi, pur non avendo più alcuna competenza sul depuratore, dichiara di essersi “mossa in tempo” già da settembre e che addossa le responsabilità pregresse all’Aca non è forse la stessa che sino a giugno del 2008 deteneva la quota maggioritaria di quell’ente? E poi, ultima domanda, forse la più impegnativa: dividendo il compenso mensile del direttore del Considan per il numero di parole contenute in quella lettera, quanto viene?
(Risposta: 20€ a parola circa)

