
A voi verrebbe mai in mente di inaugurare un negozio accogliendo i vostri potenziali clienti tra calcinacci, secchi di vernice, scaffali semivuoti messi alla rinfusa e offrendo loro acqua di rubinetto e patatine scadute?
A due settimane dal suo lancio, il nuovo sito del Comune di Montesilvano è ancora tutto da fare. Un sito web che dovrebbe distinguersi dal precedente in quanto “utile DAVVERO” e che invece è stato privato anche di quel minimo di informazioni che prima del restyling, magari con qualche difficoltà, era comunque possibile reperire. Ad esempio, non solo non c’è l’ombra di una delibera ma non è più possibile consultare neanche gli Esiti dei Bandi di Gara pubblicati in precedenza. Facendo lo slalom tra i link del sito, io ero riuscito a trovarne ben otto e meno male che ho l’abitudine di fare il backup (vedi anche Il Portale delle Libertà).
Insomma, Silvano “la versione online del Comune di Montesilvano…un amico che porta(va) i servizi del Comune in tutte le case” è passato a miglior vita e, probabilmente, nessuno ne sentirà mai la mancanza. Ma, al posto del sindaco, inviterei il successore di Silvano a darsi una mossa altrimenti, come promesso dal ministro Brunetta, un calcio in culo non glielo toglierà nessuno.
Nella foto sotto, il nuovo portale durante la presentazione alla stampa (il portale è quello al centro, in corrispondenza della bottiglia di chinotto).

Da PrimadaNoi
La legge c’è, la mozione pure, la trasparenza no
LA TRASPARENZA E’ UN’OPINIONE.
MONTESILVANO. La trasparenza è un diritto dei cittadini ed un dovere delle amministrazioni che la Legge impone.
A Montesilvano invece sono tutti distratti…
Così si spendono altri soldi per rinnovare il sito internet ma di adeguarlo alle normative non se ne parla.
Quale occasione migliore per mettersi a norme per esempio dal punto di vista della trasparenza e della possibilità di pubblicare le delibere di consiglio e di giunta?
Il sito c’è, le pagine predisposte per la trasparenza ci sono (bisogna cercarle bene ma ci sono), le delibere invece no.
Occorreranno di sicuro settimane per adeguare gli archivi speriamo non mesi.
Nel frattempo giace un altro problema da mesi.
A tal proposito nel lontano agosto 2007 Cristian Odoardi (Rifondazione Comunista), consigliere comunale, presentò una mozione, approvata dal consiglio a settembre 2007 sulla pubblicazione dei compensi degli amministratori delle società partecipate e degli enti strumentali, invitando Sindaco e Giunta all’applicazione delle norme.
«Secondo la Legge Finanziaria 2007, articolo 1 comma 735, gli enti pubblici devono pubblicare sull’albo pretorio e sul sito web gli incarichi di amministratore nelle società partecipate e negli enti strumentali, con nominativi e relativi compensi aggiornati ogni 6 mesi dall’ente che li ha messi in carica» scrive Odoardi.
«Questo obbligo», continua, «è imperativo dal primo gennaio 2007 per tutte le Regioni, Province e Comuni che devono anche individuare un responsabile per l’attuazione della disposizione».
Il mancato rispetto degli obblighi di legge di nomine e compensi sul sito web comporta una sanzione amministrativa che può arrivare fino a 10.000 euro.
Ma, ad oggi, dopo 8 mesi dall’approvazione di tale mozione, le carenze sono molteplici e l’iter burocratico, che grazie a internet può essere ridotto e facilitato, è sempre lungo, tortuoso e dipendente dai protocolli che ostacolano invece di agevolare.
È per questo che Odoardi, anche Presidente della Commissione Vigilanza e Garanzia presenterà lunedì in commissione «un ultimatum al Comune affinché rispetti queste norme altrimenti mi rivolgerò al prefetto».
La trasparenza non può essere un’opinione…
Antonella Graziani 07/06/2008
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La nomina, per un anno, gli è stata conferita con una convenzione il 24 aprile scorso a firma del direttore del Considan, Loris Di Vittorio. La notizia ha scatenato un vespaio di polemiche: primo perché era stata tenuta nascosta, secondo perché si tratta di un incarico pubblico assegnato a chi, sotto inchiesta, avrebbe dovuto fare un passo indietro. Niente di illegale, va detto con chiarezza, semmai si pone una questione di opportunità visto che altri professionisti, in Comune, si ritrovano sospesi dall’attività perché coinvolti in inchieste giudiziarie e con ipotesi di reato, tra l’altro, meno pesanti. Vale la pena ricordare che l’avvocato Di Blasio era anche stato in corsa per assumere l’incarico di city manager al Comune e proprio per le vicissitudini giudiziarie non se ne fece nulla. 





Non intendo più essere tranquillizzato né ho la minima intenzione di attendere che nel frattempo la MIA città possa divenire un crocevia strategico di macrocriminalità organizzata e, siccome ritengo altresì inutile inviare soldati italiani all’estero in finte missioni di pace per poi ritrovarsi il proprio Stato inerme nella gestione di normali problemi di sicurezza, ho ufficialmente richiesto al Ministro degli Interni, Roberto Maroni, ed il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, l’invio di un contingente dell’Esercito pari a 50 unità che svolga missioni di pattugliamento e di cooperazione nelle ore diurne e notturne a fianco del corpo di Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri.
Non potevano certo denunciarlo per occupazione di suolo pubblico ed istigazione all’odio razziale o, peggio, continuare ad ignorarlo. Noooo, scherziamo! Questa non è mica un’amministrazione qualunque! Il sindaco Cordoma e il presidente del consiglio comunale Cozzi (esponente del cattolicissimo UDC) hanno infatti più saggiamente ritenuto di dover omaggiare con una visita di cortesia il segretario cittadino di Forza Nuova, ormai stremato dal lungo sciopero della fame (2 giorni scarsi).
