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A voi verrebbe mai in mente di inaugurare un negozio accogliendo i vostri potenziali clienti tra calcinacci, secchi di vernice, scaffali semivuoti messi alla rinfusa e offrendo loro acqua di rubinetto e patatine scadute?

A due settimane dal suo lancio, il nuovo sito del Comune di Montesilvano è ancora tutto da fare. Un sito web che dovrebbe distinguersi dal precedente in quanto “utile DAVVERO” e che invece è stato privato anche di quel minimo di informazioni che prima del restyling, magari con qualche difficoltà, era comunque possibile reperire. Ad esempio, non solo non c’è l’ombra di una delibera ma non è più possibile consultare neanche gli Esiti dei Bandi di Gara pubblicati in precedenza. Facendo lo slalom tra i link del sito, io ero riuscito a trovarne ben otto e meno male che ho l’abitudine di fare il backup (vedi anche Il Portale delle Libertà).

Insomma, Silvano “la versione online del Comune di Montesilvano…un amico che porta(va) i servizi del Comune in tutte le case” è passato a miglior vita e, probabilmente, nessuno ne sentirà mai la mancanza. Ma, al posto del sindaco, inviterei il successore di Silvano a darsi una mossa altrimenti, come promesso dal ministro Brunetta, un calcio in culo non glielo toglierà nessuno.

Nella foto sotto, il nuovo portale durante la presentazione alla stampa (il portale è quello al centro, in corrispondenza della bottiglia di chinotto).

Da PrimadaNoi

La legge c’è, la mozione pure, la trasparenza no

LA TRASPARENZA E’ UN’OPINIONE.

MONTESILVANO. La trasparenza è un diritto dei cittadini ed un dovere delle amministrazioni che la Legge impone.
A Montesilvano invece sono tutti distratti…

Così si spendono altri soldi per rinnovare il sito internet ma di adeguarlo alle normative non se ne parla.
Quale occasione migliore per mettersi a norme per esempio dal punto di vista della trasparenza e della possibilità di pubblicare le delibere di consiglio e di giunta?
Il sito c’è, le pagine predisposte per la trasparenza ci sono (bisogna cercarle bene ma ci sono), le delibere invece no.
Occorreranno di sicuro settimane per adeguare gli archivi speriamo non mesi.
Nel frattempo giace un altro problema da mesi.
A tal proposito nel lontano agosto 2007 Cristian Odoardi (Rifondazione Comunista), consigliere comunale, presentò una mozione, approvata dal consiglio a settembre 2007 sulla pubblicazione dei compensi degli amministratori delle società partecipate e degli enti strumentali, invitando Sindaco e Giunta all’applicazione delle norme.
«Secondo la Legge Finanziaria 2007, articolo 1 comma 735, gli enti pubblici devono pubblicare sull’albo pretorio e sul sito web gli incarichi di amministratore nelle società partecipate e negli enti strumentali, con nominativi e relativi compensi aggiornati ogni 6 mesi dall’ente che li ha messi in carica» scrive Odoardi.
«Questo obbligo», continua, «è imperativo dal primo gennaio 2007 per tutte le Regioni, Province e Comuni che devono anche individuare un responsabile per l’attuazione della disposizione».
Il mancato rispetto degli obblighi di legge di nomine e compensi sul sito web comporta una sanzione amministrativa che può arrivare fino a 10.000 euro.
Ma, ad oggi, dopo 8 mesi dall’approvazione di tale mozione, le carenze sono molteplici e l’iter burocratico, che grazie a internet può essere ridotto e facilitato, è sempre lungo, tortuoso e dipendente dai protocolli che ostacolano invece di agevolare.
È per questo che Odoardi, anche Presidente della Commissione Vigilanza e Garanzia presenterà lunedì in commissione «un ultimatum al Comune affinché rispetti queste norme altrimenti mi rivolgerò al prefetto».
La trasparenza non può essere un’opinione…

Antonella Graziani 07/06/2008

Scioglimenti

Il vero scandalo è che c’è voluto uno scandalo…

Da PrimadaNoi

Il cda del Considan si è sciolto. Il Direttore si è “squagliato”

MONTESILVANO. Il Direttore Generale del Considan, Loris Di Vittorio, si è dimesso questa mattina ufficialmente in quello che è stato l’ultimo consiglio del Considan.
Ha lasciato la sua lettera di dimissioni sul tavolo senza presentarsi alla riunione.
Nella lunga lettera di dimissioni Di Vittorio ha spiegato il suo operato durante tutti i momenti di crisi del Considan ritenendo di «non essere stato ascoltato» e dichiarando di aver tentato di risollevare le sorti dell’ente ma arrivando alla conclusione che «non ci sono più le condizioni per un lavoro sereno, efficiente, efficace e soprattutto libero dalle, ovviamente doverose ed inevitabili, indicazioni (o ingerenze) politiche». Ha poi aggiunto che «tutti gli sforzi, il duro lavoro compiuto, tutte le scelte di questi mesi, soprattutto quelle messe duramente in discussione in questi giorni, sono state attentamente ponderate all’ottenimento del massimo risultato per il consorzio e quindi per i cittadini dei tre comuni».
L’assenza del direttore all’ultimo consiglio del cda «dimostra per l’ennesima volta che non è una persona all’altezza della situazione, non desiderando il confronto con quelle persone che ha accusato di sbraitare incivilmente o di essere dei fastidiosi telefonisti molesti», ha commentato Valeriano Oronzo, ex consigliere dimessosi questa mattina dal cda insieme al presidente, Umberto Di Pasquale e al consigliere Franco Tommaso Iacovelli.
Nella sua lettera di dimissioni, infatti, l’ex direttore Di Vittorio ha sottolineato «l’ipocrisia politica» di alcuni amministratori del cda e ha evidenziato -ma senza citare nomi- atteggiamenti negativi di alcuni componenti rispetto ai provvedimenti dello stesso consiglio d’amministrazione o telefonate insistenti per cercare raccomandazioni lavorative.
Le accuse di Di Vittorio sono pesanti e ha denunciato l’assenza negli ultimi 3 mesi dei membri del cda che hanno lasciato da solo a gestire una situazione sempre più delicata.
Sono queste le ultime battute di un cda da tempo in crisi e oggi sciolto definitivamente.
«Mi dimetto, come già annunciato, dopo aver valutato l’ipotesi con saggezza», ha detto oggi Oronzo. «Sono deluso da questa esperienza ed ancora più rammaricato nel rilevare il basso livello della politica che mina, da sempre, il buon funzionamento di qualsivoglia ente o istituzione».
Stesso stile tagliente per Iacovelli che ha messo a verbale le sue dimissioni ribadendo «la totale incapacità politica di questo cda».
I rappresentanti di Città S.Angelo, Antonio Melchiorre, e di Silvi, Sergio Mazzone, hanno deciso invece di «rimettere le rispettive dimissioni alla volontà dei propri sindaci e quindi delle comunità territoriali»
Il presidente Di Pasquale, invece, ha detto che le sue dimissioni «sono di carattere politico. Mi sembrava giusto rispondere alle richieste del sindaco Cordoma che da tempo chiede lo scioglimento del cda».
Ora il Considan è un ente morto e si attende solo che i tre sindaci dei tre Comuni diano mandato ad un commissario per il disbrigo di tutto ciò che riguarda la sua “tumulazione”, tra dissapori, polemiche e delusioni.

LA REPLICA DEL PRESIDENTE: «COMPENSI ADEGUATI»

«I compensi dell’attuale cda del Considan sono inferiori almeno del 30% rispetto a chi ci ha preceduto», ha voluto replicare così il presidente, Umberto Di Pasquale, alle polemiche sollevate qualche giorno fa dalle dichiarazioni di Oronzo pubblicate da PrimaDanoi.it .
«Abbiamo gestito adeguatamente il depuratore in un momento altamente critico e non abbiamo mai preso più di quello che ci spettava», ha detto Di Pasquale.
Il bilancio del Considan approvato a fine maggio - da tutti meno che da Valeriano Oronzo che si è rifiutato di firmarlo e da Franco Tommaso Iacovelli che non era presente - conta più di 2 milioni di euro e «il Considan ha un conto capitale di 7 milioni di euro».
«60 mila euro per i nostri compensi non mi sembra una gran cifra», ha sostenuto, «non sono un super pagato, perché ho sempre lavorato per il bene della mia città, in un lavoro -ribadisco- quotidiano e non circoscritto solo alle 15 riunioni del cda. Gli errori ci sono stati ma non sono mai stati errori strategici e non ho mai considerato l’opera del cda, mia e del direttore inutile e improduttiva».
Parola di un ex presidente.

Antonella Graziani 07/06/2008 15.07

Le notizie di ieri…

Da PrimadaNoi

Considan. Domani il cda potrebbe cadere: «60mila euro di stipendi senza produrre» 

MONTESILVANO. Sembra che a breve saranno date le dimissioni del direttore del Considan, Loris Di Vittorio, che però non intende ancora confermare in attesa della riunione del cda, probabilmente decisiva.

Domani mattina infatti si riunirà formalmente il consiglio di amministrazione per discutere la situazione del Centro Sportivo Trisi ma in realtà «con la speranza che si dimettano tutti i componenti» dichiara Umberto Di Pasquale, presidente del cda, che assicura: «io mi dimetterò, dal 1 giugno ho rinunciato all’indennità».
Per sciogliere l’organo direttivo c’è bisogno delle dimissioni di almeno 3 componenti, quindi basteranno le dimissioni di un altro componente visto che domattina annuncerà la propria oltre che Umberto Di Pasquale anche Valeriano Oronzo, consigliere.

I COSTI DEL CDA E DEL DIRETTORE

Quali sono stati i compensi del cda da settembre 2007 al 30 aprile 2008?
Valeriano Oronzo prova a far luce sui costi in una operazione trasparenza quanto mai utile: 26.318 euro per il Direttore (una media di 3.289 euro mensili), 11.494 euro per il Presidente (una media di 1.436 euro al mese), 5.326 euro (una media di 665 euro al mese) per ciascuno dei 4 consiglieri.
Un totale compensi di circa 59.000 euro.
Un cda che, secondo Oronzo, «in 8 mesi si sarà riunito al massimo 15 volte, volendo fare i conti io, in qualità di consigliere, è come se avessi preso quasi 400 euro a riunione».
Riunioni però impostate sulle «chiacchiere»: parola di testimone oculare.
Soldi secondo Oronzo «buttati al vento, soldi del popolo di Montesilvano».
Ma non sembra essere una posizione assunta oggi quando dopo la consulenza all’ex direttore della Deborah Ferrigno, Gianluca Di Blasio, sarebbe facile cavalcare la polemica.
Il 7 novembre 2007, infatti, Oronzo scrive una lettera ai Sindaci di Montesilvano, Città S.Angelo e Silvi per informare loro di come quel «consiglio d’amministrazione sia virtuale», non producendo risultati e proponendo di «di stoppare quell’increscioso sperpero di moneta pubblica».
Lettera che non ebbe risposta se non «un occhio torvo da parte degli altri consiglieri».
È lecito chiedersi -visti i generosi compensi- quali siano state le mansioni del Considan: gestire la depurazione, gestire il Centro Sportivo Trisi e occuparsi della derattizzazione.
Ma com’è noto la depurazione è stata poi affidata di recente all’Aca dopo un lungo contenzioso e la derattizzazione «secondo molti clienti che ci hanno contattato ha avuto esito negativo» afferma Oronzo.
Il caso Di Blasio continua il consigliere come un fiume in piena «non è il vero problema di questo ente. Tra l’altro noi del cda, eccezion fatta per il consigliere Iacovelli che ha messo a verbale il suo disappunto per gli incarichi a Di Blasio, non ne sapevamo nulla di questa storia».
Inoltre «è vero che è stata riconsegnata la depurazione all’Aca ma non c’è nessun documento scritto comprovante come, dove e perché. Questo è un lavoro che doveva fare il direttore ma non l’ha mai fatto. Con quasi 60.000 euro che cosa ha fatto veramente il Considan in 8 mesi?» si chiede Oronzo.
Le bufere dell’ultimo anno intorno al Considan, dal contenzioso con l’Aca agli scioperi dei dipendenti non pagati, «sono frutto di quanto non è stato fatto. Non c’è mai stata sinergia tra Direttore, Presidente e consiglio d’amministrazione. Il consiglio veniva informato casualmente di quello che avveniva nel Considan e non è vero che tutti, all’interno, sapevamo cosa e come succedeva» continua il consigliere.
Ma il Presidente Di Pasquale ammette «è vero che non c’era collaborazione tra alcune parti. Io ho lavorato quotidianamente, ho operato per la tutela e il beneficio dei cittadini. Purtroppo già dalla nostra nomina, il 20 agosto 2007, l’ente era già in balia delle onde».

Antonella Graziani 06/06/2008 14.06

Tra i commenti all’articolo di PrimaDaNoi anche quello del consigliere dimissionario Valeriano Oronzo (qui).

da Il Centro

Incarico dopo l’inchiesta

Consulenza a Di Blasio, si dimette il direttore

La bufera sul Considan, Cordoma: «Oggi Di Vittorio lascia, via anche il cda»

Di Pietro Lambertini
MONTESILVANO. Il direttore del Considan si dimetterà ogg. Alle 20,23 di ieri il sindaco Pasquale Cordoma ha chiamato Loris di Vittorio al telefono che gli ha assicurato «dimissioni imminenti». E’ questo l’epilogo della consulenza da mille euro al mese affidata a Gianluca Di Blasio.

Gianluca Di Blasio è l’ex direttore dell’Azienda speciale Deborah Ferrigno arrestato l’8 gennaio scorso con l’accusa di abuso d’ufficio e concussione in concorso con l’ex sindaco Enzo Cantagallo per le presunte assunzioni clientelari.
L’incarico al Considan è stato conferito il 24 aprile scorso, a meno di due mesi dal ritorno in libertà dopo 30 giorni trascorsi in stato di detenzione domiciliare.
Il giorno dopo il polverone, il direttore del Considan Loris Di Vittorio, l’uomo che ha preso la decisione di affidare la consulenza legale a Gianluca Di Blasio, ha comunicato al sindaco la propria intenzione di dimettersi subito. Lo farà oggi. Domani sarà il giorno, invece, delle dimissioni dell’intero cda composto da Umberto Di Pasquale, Valeriano Oronzo, Franco Iacovelli, Sergio Mazzone e Antonio Melchiorre. «Del resto, il Considan, con il passaggio di consegne all’Aca, non ha più senso di esistere», ha detto il sindaco Pasquale Cordoma. Il Considan, quindi, con un debito di due milioni di euro e un credito imprecisato vantato verso l’Aca, si avvia alla chiusura.
La decisione dello stato maggiore del consorzio di depurazione delle acque nere è arrivata al termine di una giornata segnata dallo sdegno dell’opposizione e dall’imbarazzo della maggioranza.
Il primo a sferrare l’attacco è stato il consigliere de La Destra Giancarlo Cipolletti: «Una questione scabrosa. Se c’è una bufera giudiziaria in atto non si può dare un incarico a chi è indiziato di aver causato danni alla collettività. Troppo semplice, adesso, barricarsi dietro il non sapere», ha detto riferendosi alle parole del sindaco. «Io dico che si è voluto tacere. Insomma, qualcuno ha girato gli occhi dall’altra parte mentre quando c’è la tempesta è necessario accendere i fari».
«Scioglimento immediato del Considan», ha chiesto Francesco Maragno, consigliere comunale del Movimento verso il Pdl che ha presentato una mozione per procedere immediatamente alla revoca degli incarichi.
Per Feliciano D’Ignazio (Pd), «la nomina è stata inopportuna. E pensare che la campagna elettorale del sindaco è stata improntata sulla trasparenza e sulla legalità. La questione più grave è l’ignoranza del sindaco. Il direttore del Considan deve dimettersi. Così la politica perde il controllo sugli enti strumentali». Ma per il presidente del Consiglio comunale, Valter Cozzi (Udc), «l’episodio è chiuso». Anche Claudio Daventura, assessore al Commercio, difende il sindaco: «Una scelta arbitraria eseguita dal direttore del Considan. Dal punto di vista politico, è una scelta inopportuna. Quando si è sparsa la notizia, sono caduti tutti dalle nuvole». Paolo Cilli (Udc): «Non è possibile che la politica sia all’oscuro degli incarichi. Il direttore ha scelto di prorogare il contratto in essere ma, politicamente, è stato un errore».

(06/06/200 8)

Premio alla carriera

Dal Messaggero di oggi

Considan, poltronissima per l’indagato

Un incarico professionale da mille euro al mese assegnato dal Considan scatena una nuova bufera a Montesilvano: il beneficiario è quel Gianluca Di Blasio (nella foto, ndr) finito di recente agli arresti domiciliari e che rischia il processo per l’inchiesta sull’azienda speciale per i servizi sociali, l’ex Debora Ferrigno, di cui è stato direttore. La nomina, per un anno, gli è stata conferita con una convenzione il 24 aprile scorso a firma del direttore del Considan, Loris Di Vittorio. La notizia ha scatenato un vespaio di polemiche: primo perché era stata tenuta nascosta, secondo perché si tratta di un incarico pubblico assegnato a chi, sotto inchiesta, avrebbe dovuto fare un passo indietro. Niente di illegale, va detto con chiarezza, semmai si pone una questione di opportunità visto che altri professionisti, in Comune, si ritrovano sospesi dall’attività perché coinvolti in inchieste giudiziarie e con ipotesi di reato, tra l’altro, meno pesanti. Vale la pena ricordare che l’avvocato Di Blasio era anche stato in corsa per assumere l’incarico di city manager al Comune e proprio per le vicissitudini giudiziarie non se ne fece nulla. La nomina di Di Blasio al Considan è stata criticata anche dal sindaco Pasquale Cordoma, severo nei confronti del presidente Umberto Di Pasquale, del direttore Loris Di Vittorio e dei membri del cda che ha nuovamente esortato a dimettersi tutti perché, ha detto, «con la gestione del depuratore passata all’Aca rappresentano solo fonte di spesa per i tre comuni» di Montesilvano, Silvi e Città Sant’Angelo.

A meno di un mese dal suo ringraziamento in triplice copia (vedi anche Grazie al cubo) rivolto al presidente e al direttore del Considan, nei confronti dei quali erano stati espressi, nell’ordine: 1.”sentimenti di apprezzamento per il lavoro efficace” - 2.”un plauso di stima e di riconoscenza per l’abnegazione, la dedizione e la professionalità” - 3. apprezzamento per “il grande senso di responsabilità”, il sindaco Cordoma ha deciso di dissociarsi da se stesso.
Mmm…mò ho capito: tutta quella manfrina di elogi era solo un modo gentile per dire: “aho! Ve ne volete annà aff…, si o no?”

Da PrimaDaNoi

CORDOMA:«NOMINA INOPPORTUNA: CDA E DIRETTORE SI DIMETTANO IMMEDIATAMENTE»

«Ormai sia il direttore che il CDA del Considan stanno lavorando non solo in piena autonomia amministrativa senza coordinarsi con le amministrazioni comunali ma anche senza programmazione e a braccio».
E’ molto critico il sindaco di Montesilvano Cordoma sulla notizia e annuncia la reiterazione della richiesta di dimissioni del direttore, già chieste settimane fa.
«E’ da più di un mese», afferma il Sindaco, «che ho chiesto le dimissioni del direttore e del CDA anche perché non hanno più, entrambe le figure, motivo di esistere essendo passata all’Aca la gestione del depuratore consortile. Oggi rappresentano solo fonte di spesa per i tre comuni».
Lo stesso Sindaco nel chiedere le immediate dimissioni del CDA e del direttore ribadisce «l’assoluta inopportunità della nomina in oggetto, nomina che è avvenuta per iniziativa personale del direttore».

Dopo l’incarico a Di Blasio il caos: «sciogliamo il Considan»

MONTESILVANO. Francesco Maragno, capogruppo del Movimento verso il nuovo Partito della Libertà, ha presentato questa mattina una mozione per lo scioglimento del Considan, il consorzio partecipato dal Comune di Montesilvano (quote di maggioranza), Città Sant’Angelo e Silvi.
L’iniziativa è scattata oggi, dopo che ieri si è appresa la notizia di una collaborazione affidata all’ex direttore dell’azienda speciale Gianluca Di Blasio, arrestato nei mesi scorsi per concussione e abuso, aggravati e continuati nell’ambito dell’inchiesta Ciclone.
Dopo il carcere preventivo, però, nelle scorse settimane Di Blasio è tornato tranquillamente a lavoro, riuscendo appunto a spuntare la collaborazione con il Considan.
Sempre ieri il sindaco Pasquale Cordoma aveva sottolineato la scelta «inopportuna» di una nomina del genere, oggi la saga continua con la mozione.
«Il Considan», ricostruisce Maragno nel suo documento, «è stato costituito con la finalità di occuparsi prevalentemente della depurazione delle acque nere».
L’attività però «è stata recentemente e formalmente ceduta all’Aca che ad oggi si occupa in esclusiva della depurazione delle acque nere ed ha assorbito la quasi totalità del personale in forza al Considan».
«Nonostante la cessazione dell’attività», sottolinea il consigliere, «parte del consiglio di amministrazione del consorzio, nello specifico direttore e presidente, continuano inspiegabilmente a rimanere in carica. Tale situazione comporta rilevanti costi per il comune di Montesilvano».
Maragno si richiama alla volontà dell’amministrazione comunale che fin dal suo insediamento aveva detto di essere pronta a combattere gli sprechi di denaro pubblico. Perché allora non far sparire il Considan e quella voce di spesa (pari a 1.000 euro mensili più iva) per il nuovo consulente?
Così si chiede lo scioglimento del Consorzio di depurazione delle acque nere «immediatamente e comunque non oltre la data del 1° luglio 2008. Per tale data l’amministrazione provvederà a revocare gli incarichi assegnati, obbligando la parte del consiglio di amministrazione del consorzio ancora in carica a risolvere tutte le situazioni pendenti».

05/06/2008

Le notizie di ieri…

da PrimadaNoi

L’ex direttore della Deborah Ferrigno
Spunta una consulenza con il Considan

MONTESILVANO. L’8 gennaio scorso era stato arrestato. A fine febbraio gli vengono revocati gli arresti domiciliari. Ad aprile stipula un contratto di collaborazione e consulenza con il Considan nel frattempo passato all’Aca. A maggio il rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta Ciclone.

Torna al lavoro l’avvocato Gianluca Di Blasio, 37enne pescarese, ex direttore generale dell’azienda speciale “Deborah Ferrigno” di Montesilvano rinviato a giudizio, in concorso con l’ex sindaco Enzo Cantagallo, per concussione e abuso, aggravati e continuati.
La notizia è stata data oggi in un servizio di Luca Pompei nella edizione delle 14 del Tg8.
Di Blasio era stato nominato proprio dall’ex sindaco a dirigere l’azienda speciale Ferrigno che a Montesilvano si occupa della gestione dei servizi sociali. Era anche dirigente del personale del Comune e già consulente del ‘Considan’, il consorzio per le acque nere, sempre con incarico voluto dalla ex giunta.
Dal documento mostrato in tv si evincono i particolari del rinnovato rapporto di lavoro che probabilmente farà discutere una parte del mondo politico circa la sua opportunità.
Il contratto è stato firmato il 24 aprile 2008 e si è reso necessario poiché, in seguito al passaggio di consegne all’Aca spa, delle reti «il Considan è rimasta priva delle necessarie professionalità atte a consentire il regolare funzionamento degli organi e delle attività di elevata amministrazione, necessitate più che mai nell’attuale momento di transizione».
Tale necessità è giudicata «indispensabile» e vista «l’esperienza specifica maturata già nell’ente dal 2001 al 2007» si ritiene che proprio Di Blasio «sia il professionista più idoneo a fornire la consulenza di che trattasi».
Che farà il consulente?
Presterà la sua opera in campo «legale e amministrativo fornendo pareri su bozze, atti, provvedimenti, redigendo minute, istruendo il personale impiegatizio assunto».
Non ci sarà rapporto subordinato ma quella che viene definita una collaborazione esterna, il che obbliga il professionista a lavorare dal suo studio legale e inviare il lavoro via email.
Una consulenza che impegnerà una piccola somma per il Considan: appena 1.000 euro al mese per un anno.
Spese vive a parte, comprese eventuali parcelle per le sue prestazioni legali che eventualmente l’ente vorrà affidare potendo intervenire direttamente nelle cause.
Un contratto che probabilmente non viola alcuna norma di legge ma che potrebbe essere giudicato quanto meno inopportuno dall’uomo della strada.
Attualmente Di Blasio, insieme ad altri 35, è imputato nel processo che si aprirà probabilmente pochi giorni prima della fine dell’anno e che riguarda la prima indagine su politica e tangenti a Montesilvano denominata Ciclone.

04/06/2008 14.39

Nello stesso giorno in cui veniva annunciata la chiusura dell’inchiesta sull’Azienda per i Servizi Sociali…

Dal Messaggero

Gli scandali di Montesilvano. Per il carrozzone dell’azienda dei servizi sociali indagata tutta la vecchia giunta

La fabbrica delle assunzioni clientelari
Inchiesta chiusa sul caso Ferrigno: verso il processo Cantagallo e altri nove

Mercoledì 04 Giugno 2008

di MAURIZIO CIRILLO

La procura chiude l’inchiesta sull’azienda per i servizi sociali di Montesilvano, la ex Debora Ferrigno per intenderci, con una novità sostanziale: il numero degli indagati sale di molto. Ai due iniziali (senza contare i due dipendenti accusati di truffa perchè si timbravano il cartellino a vicenda), e cioè l’ex sindaco Enzo Cantagallo e l’ex direttore generale dell’azienda, Gianluca Di Blasio, finito ai domiciliari per concussione, se ne aggiungono altri otto. Insomma tutta la giunta Cantagallo a cominciare da Paolo Di Blasio, Guglielmo Di Febo, Attilio Vallescura, Giovanni Bratti, Cristiano Tomei, Marco Savini (ex vice sindaco), Giuseppe Tini ed Evenio Girosante. Sono tutti accusati di concorso in abuso d’ufficio per aver stornato i soldi del Comune per finanziare la “fabbrica di posti” clientelari che era diventata l’azienda: un vero e proprio carrozzone politico. Un’accusa che dovrebbe dimostrare quanto raffinato era diventato il “sistema Montesilvano” che dagli appalti si era allargato anche alle assunzioni clientelari non in Comune, perchè sarebbe stato troppo sfacciato, ma in quell’azienda speciale nata proprio per “curare” questo aspetto della vita politico-imprenditoriale del Comune di Montesilvano.
E, ironia della sorte, a dare lo spunto al sostituto Gennaro Varone che ha condotto l’inchiesta con il capo della mobile, Nicola Zupo, fu lo stesso Di Blasio nel corso del suo interrogatorio di garanzia. L’ex direttore generale dell’azienda spiegò di aver agito correttamente e che comunque non avrebbe potuto fare diversamente in quanto era tenuto a rispondere alla giunta municipale (in quanto il Comune era il vero “padrone” della Ferrigno) e al consiglio di amministrazione. Un aspetto che troverebbe riscontri anche in quello che scrisse a suo tempo il gip De Ninis nell’ordinanza dei domiciliari per Di Blasio, in relazione ad uno schema allegato alla delibera per l’assunzione del personale dell’Azienda: «Sono nominativamente indicati i lavoratori da assumersi: non si potrebbe avere prova più piena della mancanza di qualunque procedura selettiva per una assunzione decisa dalla giunta municipale».
Evidentemente dalle indagini, dagli interrogatori delle tante persone informate sui fatti, la procura ha trovato i riscontri per coinvolgere nella vicenda tutta la giunta dell’epoca. Nel “parentificio” come veniva chiamata anche l’Azienda, secondo l’accusa ci sarebbe stata una «rilevante presenza di parenti, affini e soggetti comunque legati agli esponenti del gruppo di potere politico-imprenditoriale oggetto dell’indagine. Personaggi che sarebbero stati assunti con procedure “semplificate” o del tutto inesistenti con lo scopo di «farli transitare presso l’amministrazione comunale e nelle segreterie di qualche politico». La concussione di cui sono accusati Di Blasio e Cantagallo riguarda ad esempio una giovane licenziata per far posto ad una raccomandata, ma anche l’indottrinamento di alcuni dipendenti prima dell’interrogatorio da parte degli ispettori del lavoro per far dar loro una versione di comodo.

Volante Uno

 

Un buon risultato. Non è la soluzione di tutti i mali, comunque, sempre meglio di niente…

dal (nuovo) sito comunale

Incontro fra il capo della Polizia e il Sindaco

Lunedì scorso il Prefetto sua Eccellenza Paolo Orrei insieme al Questore Stefano Cecere hanno accompagnato il Sindaco Pasquale Cordoma a Roma dal Capo della Polizia Sua Eccellenza il Prefetto Antonio Manganelli. Durante l’incontro è stato trattato il tema della sicurezza in città e le difficoltà delle forze dell’ordine nel combattere gli atti criminosi che quotidianamente accadono a Montesilvano. Al termine della riunione enorme la soddisfazione espressa del Sindaco Pasquale Cordoma per le parole del Prefetto Antonio Manganelli.
“Ringrazio sentitamente - afferma il Sindaco Cordoma - Sua Eccellenza il Prefetto di Pescara Dott. Paolo Orrei e il Sig. Questore Stefano Cecere che mi hanno dato l’opportunità, accompagnandomi personalmente a Roma, di incontrare il Capo della Polizia Dott. Antonio Manganelli. Durante l’incontro molto cordiale, durato quasi tre ore, prima Sua Eccellenza il Prefetto, poi il Sig. Questore ed infine il sottoscritto hanno portato a conoscenza il Capo della Polizia, Prefetto Antonio Manganelli, della situazione riguardante l’ordine pubblico e la sicurezza a Montesilvano. Si è ribadita la necessità di una maggiore presenza sul territorio delle forze dell’ordine e per ultimo la possibilità di pensare all’istituzione di un Commissariato di Polizia. Il Dottor Manganelli, già sensibile al problema di Montesilvano, ha garantito la
presenza in città di una volante H 24 per tutto l’anno, attraverso un incremento dell’organico su Pescara. Questa è un’opportunità - conclude il Sindaco Cordoma - da non perdere per la nostra città. Attraverso un’azione sinergica e coordinata Carabinieri e Polizia così potranno assicurare più sicurezza e legalità”.

Montesilvano, 28 Maggio 2008
L’Ufficio Stampa

Da PrimaDaNoi

Sicurezza, a Montesilvano una volante della polizia 24 ore su 24

MONTESILVANO. Lunedì scorso il prefetto Paolo Orrei insieme al questore Stefano Cecere hanno accompagnato il sindaco Pasquale Cordoma a Roma dal Capo della Polizia Antonio Manganelli.

Per risolvere il problema della sicurezza il primo cittadino è andato a Roma. Dopo l’incontro con Manganelli arriva una prima soluzione tampone.
Per quasi tre ore il prefetto Orrei, il questore Cecere e il sindaco Cordoma hanno portato a conoscenza Manganelli della situazione riguardante l’ordine pubblico e la sicurezza a Montesilvano. Si è ribadita la necessità di una maggiore presenza sul territorio delle forze dell’ordine e per ultimo la possibilità di pensare all’istituzione di un commissariato di Polizia.
Al termine della riunione enorme la soddisfazione espressa del sindaco Pasquale Cordoma per le parole del prefetto Manganelli.
«Manganelli, già sensibile al problema del nostro comune», ha commentato il primo cittadino, «ha garantito la presenza in città di una volante 24 ore su 24 per tutto l’anno, attraverso un incremento dell’organico su Pescara. Questa è un’opportunità», ha concluso il sindaco Cordoma, «da non perdere per la nostra città. Attraverso un’azione sinergica e coordinata Carabinieri e Polizia così potranno assicurare più sicurezza e legalità».
«Ringrazio sentitamente», ha detto poi Cordoma, il prefetto Orrei e il questore Cecere che mi hanno dato l’opportunità, accompagnandomi personalmente a Roma, di incontrare il Capo della Polizia».

29/05/2008 9.19

Lezioni di piano spiaggia

Ottima esecuzione del maestro Cordoma, dell’assessore Di Giacomo (titolare della delega) e dell’intera orchestra.

da PrimadaNoi

Montesilvano, un campo da tennis sul demanio marittimo: «si violano le leggi»

MONTESILVANO. Il comitato Mare Libero ha scritto una lettera al sindaco di Montesilvano Pasquale Cordoma contestando dei nuovi lavori lungo la spiaggia: «violano il piano demaniale marittimo».

«Lo “stile Montesilvano” rispetto alla cementificazione del territorio non sembra cambiare nonostante le note vicende passate», contesta il comitato ambientalista.
La nuova protesta è nata a seguito dell’inizio dei lavori sulla spiaggia in concessione all’ Hotel Le Nazioni.
«Proprio lì», spiega Mare Libero, «è in corso la realizzazione di un impianto sportivo (campi da tennis) con apposizione di relativi manufatti che occupano ben 600 mq di arenile, in palese contrasto con le previsioni del Piano Demaniale Marittimo Regionale».
Così Mare Libero prende le carte e recita le norme: «all’articolo 5 si dice chiaramente che la percentuale massima di superficie pavimentata per passerelle e piazzole non potrà superare il 20% dell’area concessa, con una superficie massima di mq 250 (al comma 9)» e che «la percentuale di superficie copribile con volumi e tettoie, escluse le tende ombreggianti, è del 20% dell’area in concessione, con una superficie coperta massima di mq 250″(comma 10)»
«Lo stesso Piano Spiaggia, approvato dal vostro Comune», si legge nella lettera di Mare Libero, «stabilisce che per quanto concerne gli impianti sportivi ” eventuali nuove strutture da inserire come campi da tennis e piscine, sono possibili solo nel caso che l’arenile abbia una profondità superiore a ml 50 e non siano in contrasto con il contenuto normativo del Piano Demaniale Marittimo”».
«Ci sembra», continuano, «che ciò che voi autorizzate sia in contrasto con le norme che voi stessi stabilite. Ci auguriamo pertanto che vogliate operare un controllo immediato alle autorizzazioni date».
Anche i dati che emergono dai controlli della Guardia di Finanza sul litorale montesilvanese non sono confortanti: oltre il 70% degli stabilimenti non sarebbe a norma e presenterebbe difformità dal progetto iniziale.
Sui 65 oggi esistenti solo due rientrano nei parametri di legge, mentre tre o quattro sono addirittura privi di concessione edilizia.

26/05/2008 11.37

Rom al chilo

Secondo il sondaggio di IPR marketing pubblicato su Repubblica circa una settimana fa, il 68% degli italiani pensa che per risolvere “il problema rom” bisogna “smantellare i campi nomadi ed espellere dall’Italia tutti i rom” mentre per il 21% occorre “attivare politiche di integrazione sociale”. A meno di non sentirsi parte di quel misero e ridicolo 5% che non ha opinioni o ritiene che va tutto bene così com’è, sembra non resti altro da fare che ammettere la propria indole xenofoba o difendersi dalle accuse (fondatissime) di ”buonismo ipocrita”. Ma le soluzioni proposte dal sondaggio non sono un po’ troppo radicali? Possibile che su un tema del genere non esistano mezze misure?

Per l’informazione di casa nostra, sempre sensibile alle tendenze del momento (vi ricordate quando eravamo ad un passo dall’estinzione per colpa dell’aviaria?…), ormai non c’è reato di matrice etnica che non meriti un posto in prima pagina.

Così è stato, ad esempio, per i recenti fatti di cronaca che hanno avuto come protagoniste due coppie di rom residenti a Montesilvano e che si sono conclusi, rispettivamente, con un sequestro patrimoniale ed un arresto. In effetti, dopo notizie così al passo coi tempi, come potrebbe mai un banale atto criminoso commesso da un anonimo cittadino italiano non-rom, suscitare nel pubblico il medesimo interesse? Se lo sarà sicuramente chiesto anche l’autore di un breve ma eclatante articolo comparso qualche giorno fa su PrimadaNoi (e pubblicato, identico, anche su Cronaca d’Abruzzo). La risposta? Facile e a buon mercato…

da PrimadaNoi

Rapina con sparatoria a Pescara, due arresti

PESCARA. Due ragazzi giovanissimi, Luca Cataldo di 18 anni e Paolo Di Benedetto di 19, entrambi di Montesilvano, nel tardo pomeriggio di ieri hanno messo a segno una rapina. A Montesilvano la polizia ha arrestato una giovane spacciatrice. E sempre lì un uomo è stato arrestato per violenza sessuale e resistenza a pubblico ufficiale.
Il negozio preso di mira è stato “Compro oro” in via Michelangelo.
I due sono entrati e hanno costretto la commessa, con minacce e percosse, a consegnarle gli oggetti in oro e i contanti a disposizione nella cassa.
In totale hanno racimolato circa 7 mila euro.
Uno dei due è stato preso subito dopo il colpo, a seguito di un inseguimento in centro, mentre l’altro e’ stato bloccato nella tarda serata di ieri a casa della fidanzata.
La refurtiva è stata recuperata dai carabinieri che stanno proseguendo le indagini.
Non si esclude, infatti, che uno dei due abbia messo a segno altri colpi.
I militari dell’Arma hanno sottolineato la giovane età degli arrestati e li hanno definiti le «nuove leve».

ARRESTATA UNA SPACCIATRICE, CON SE’ 6.500 DOSI DI EROINA

Un chilo e 800 grammi di eroina sequestrati e una giovane incensurata arrestata (domiciliari).
E’ il bilancio di un’operazione antidroga eseguita a Montesilvano dalla squadra mobile di Pescara.
La polizia, che la stava osservando da giorni anche per le sue frequentazioni con gli
albanesi, e’ intervenuta, l’ha bloccata e arrestata.
L’eroina era suddivisa in tre panetti e nascosta in una scatola per le scarpe che Ramona Filosofi, 19enne, stava portando fuori casa, in via Bixio.
La squadra mobile, coordinata da Nicola Zupo, ritiene che Filosofi si limitasse a conservare la droga per conto degli stranieri e che l’eroina, proveniente dall’Albania, fosse destinata al mercato locale attraverso gli zingari.
Il valore della droga sequestrata si aggira sui 40mila euro. Le dosi ricavabili circa 6.500.

“l’eroina (…) destinata al mercato locale attraverso gli zingari”

Neanche Forza Nuova li chiama più così…

Innesti culturali

Da qualche giorno è iniziata la Settimana della Cultura. Il programma era disponibile sul sito del Comune che però è attualmente fuori uso. Io l’ho scaricato prima che iniziasse la manutenzione. Lo trovate sotto.

Un’iniziativa di sicuro interesse. Alla fine del programma (nella sezione “Montesilvano a regola d’arte”) vi è un mirabile esempio di lottizzazione politica degli spazi artistici. Commissariata la Considan (no, sciolta no, niente paura…), Valeriano Oronzo è rimasto senza incarichi. Per ora, l’amministrazione gli ha concesso di esporre le proprie opere a Palazzo Baldoni ma è probabile che, “recepite le direttive” di Forza Nuova (come dice testualmente il suo segretario cittadino), sarà lui a dirigere sia il SAR (Sportello Anti-Rom) che l’ADR (Ambulatorio per la Difesa della Razza) dove sarà rilasciato il CSREI (Certificato di Sana e Robusta Etnia Italica).

Una curiosità: al fine di evitare che la manifestazione influisca sul rendimento della giunta, il sindaco Cordoma ha tassativamente vietato ai suoi assessori di presenziare a più di due eventi nella stessa giornata (il rischio cefalea infatti sarebbe altissimo).

 

CITTA’ DI MONTESILVANO

 

 Settimana della Cultura – Premio Dean Martin

In piazza a Montesilvano

 

La Settimana della Cultura vuole sottolineare la volontà dell’amministrazione comunale di Montesilvano, in collaborazione con la Provincia di Pescara e la Regione Abruzzo, di stimolare il coinvolgimento e la partecipazione di tutti i cittadini ad un evento di rilevanza nazionale che, per sette giorni, metterà “in vetrina” la cultura italiana e locale, con eventi, mostre, convegni, laboratori, concerti, spettacoli, proiezioni cinematografiche.
Una grande festa diffusa sul territorio montesilvanese, dal borgo antico alla spiaggia.

 

La piazza principale, situata nel cuore della città di Montesilvano per sette serate si trasforma in una vera e propria agorà della cultura, un salotto aperto al confronto e all’incontro per discutere di libri, arte, musica, cultura e cinema. Scrittori affermati, attori, registi importanti e giovani aspiranti autori racconteranno le loro storie e parleranno della loro scrittura, tra calici di vino e un assaggio di prodotti tipici. A concludere il ciclo di incontri di letteratura una serata dedicata alla poetessa Maria Luisa Spaziani che riceverà il Primo Premio Carlo Di Giacomo.

All’interno della settimana una rassegna di cinema con il Primo Premio Dean Martin in collaborazione con la Fondazione di Steubenville nell’Ohio.

Infine una rassegna dedicata all’arte con la personale del maestro Valeriano Oronzo e gli studenti del Liceo Artistico e Istituto d’Arte di Pescara. 

 

Primo Premio Dean Martin

 

Una sezione speciale della Settimana della Cultura (dal 18 al 25 maggio) si occuperà del cinema con un omaggio a Dean Martin (al secolo Dino Crocetti), leggendario cantante e attore italoamericano, che proprio a Montesilvano ha le sue radici e origini.

 

Nella prima edizione del premio “Dean Martin” verrà consegnato un riconoscimento alla carriera (venerdì 23 maggio) ad un regista che ha contribuito alla storia del cinema internazionale: il grande Maestro Mario Monicelli.

A lui sarà dedicata una serata. La consegna del premio sarà preceduta da un dibattito.

La sera di sabato 24, alle ore 21, un altro premio verrà consegnato al regista Riccardo Milani, autore di film e fiction televisive di successo (come Auguri professore, La guerra degli antò, ambientata proprio a Montesilvano, Il sequestro Soffiantini e la recente e fortunatissima Rebecca, la prima moglie), a lui sarà dedicata una serata con la proiezione della pellicola girata in città.

 

A rappresentare la categoria degli attori saranno presenti Alessandro Haber ed Enzo Marcelli, che hanno preso parte all’ultimo film di Mario Monicelli Le rose del deserto, gli attori Flavio Pistilli e Paolo Serra i quali, nella serata di sabato, saranno premiati per la straordinaria interpretazione ne “La Guerra degli antò”.

 

IL PROGRAMMA Primo Premio Dean Martin

 

GIOVEDI’ 22 MAGGIO p.zza Diaz

ORE 21.00

Proiezione film di Dean Martin “BACIAMO STUPIDO ”

Interviene docente Storia del Cinema Università G. d’Annunzio e regista Gianpiero Consoli

 

VENERDI’ 23 MAGGIO p.zza Diaz

ORE 21.00

Proiezione film “LE ROSE DEL DESERTO”  

Saluto del maestro Mario Monicelli

Premio Dean Martin ad Alessandro Haber ed Enzo Marcelli

Presenta il giornalista Paolo Ferri

 

SABATO 24 MAGGIO p.zza Diaz

ORE 21.00

Proiezione film “LA GUERRA DEGLI ANTO’”

Premio Dean Martin al regista Riccardo Milani e agli attoti Flavio Pistilli e Paolo Setta

Presenta il giornalista Paolo Ferri

 

Aperitivi d’autore

Tra vini, visioni, assaggi e letture

 

Quattro serate in cui la piazza di Montesilvano si trasformerà in un ring culturale, un salotto aperto al confronto e all’incontro per discutere di libri. Scrittori affermati e giovani aspiranti autori racconteranno le loro storie e parleranno della loro scrittura, tra un bicchiere di vino e un assaggio di prodotti tipici locali.  

Le serate avranno inizio alle ore 18. E’ previsto un incontro con l’autore che presenterà il suo ultimo libro e svelerà i “trucchi del mestiere”. A seguire Sfida letteraria. Tre giovani autori inediti del Liceo Scientifico di Montesilvano si sfideranno in letture di brevi racconti e il pubblico decreterà il vincitore.

                

La rassegna è organizzata dal giovane scrittore di Montesilvano Alessio Romano, autore di Paradise for All (Fazi, 2005), e da  uno staff di ragazzi del Liceo Scientifico, protagonisti di un workshop di scrittura da lui curato. 

Durante gli incontri con gli autori sono state coinvolte anche le librerie di Montesilvano per promuovere i libri degli intervenuti.

            

                  PROGRAMMA Aperitivi d’autore

 

GIOVEDI’ 22 MAGGIO p.zza Diaz

ORE 18.00

Incontro con Alessia Muroni, Maurizio Di Fazio, Giovanni Di Iacovo e Cristina Mosca

Interviene Paolo Ferri (direttore di Mente Locale)

Reading di Emiliano Torresi

 

 VENERDI’ 23 MAGGIO p.zza Diaz

ORE 18.00

“Il guardiano dei giardini del cielo” - Incontro con Giovanni D’Alessandro

Intervengono Alessio Romano e Simone Gambacorta

ORE 19.00

Fight Reading

 

SABATO 24 MAGGIO p.zza Diaz

ORE 18.00

“Lo Schiaffo” - Incontro con Luigi Carletti

Intervengono Alessio Romano e Giovanna Di Lello

ORE 19.00

Fight Reading

 

DOMENICA 25 MAGGIO p.zza Diaz

ORE 18.00

“L’altra Agata” - Incontro con Carla D’Alessio

Interviene Alessio Romano. Letture accompagnate da musica.

ORE 19.00

Fight Reading

 

Primo Premio di Poesia Carlo Di Giacomo

 

MERCOLEDI’ 21 MAGGIO  Palazzo Baldoni

ORE 21

OMAGGIO A GABRIELE D’ANNUNZIO

“La musica da salotto di Francesco Paolo Tosti”

Il tenore Nunzio Fazzini

Al pianoforte: Manuela Briga

Reading Edmea Marzoli

 

DOMENICA 25 MAGGIO Palazzo Baldoni

ORE 21

NOTE SULL’ANGELO libero adattamento su testi di Maria Luisa Spaziani

attrice Susanna Costaglione

Musiche del Trio Farrenc (Antonella De Angelis – Giulia Grilli – Giovanna Barbati)

Consegna premio a Maria Luisa Spaziani

Interviene Cam Lecce (artista e docente della Facoltà di Scienze Sociali dell’Università d’Annunzio)

 

MONTESILVANO A REGOLA D’ARTE

PERSONALE DELL’ARTISTA VALERIANO ORONZO

DAL 19 AL 25 MAGGIO A PALAZZO BALDONI

 

Nell’ambito della Settimana della cultura gli studenti del Liceo Artistico e dell’Istituto d’Arte di Pescara parteciperanno a tre giornate (19 – 20 – 21 Maggio) sul Borgo antico di Montesilvano Colle per la realizzazione di pannelli e fotografie da esporre a Palazzo Baldoni. In palio due borse di studio allo studente che si sarà distinto per le sue capacità artistiche e interpretative del territorio montesilvanese. I ragazzi saranno valutati da un’apposita commissione.

D-day a Montesilvano

E’ impossibile che pochi giorni di digiuno possano aver causato danni anche solo transitori al sistema nervoso (perlomeno la letteratura medica non riporta alcun caso), per cui l’unica ipotesi credibile è che il deficit fosse preesistente.

dal sito di Forza Nuova - Pescara

oggetto: invio contingente esercito a Montesilvano

La situazione è gravissima e rischia di esplodere. Montesilvano è in preda ad una crisi di panico mai vista negli ultimi trent’ anni ed il fenomeno della microcriminalità si attesta su livelli da statistiche sicule o campane. Se il sindaco Cordoma pensa che i montesilvanesi portino l’anello al naso, si sbaglia di grosso. Ma davvero pensa che un posto fisso di Polizia di Stato o ridare un pugno di carabinieri all’attuale Compagnia possano risolvere i problemi della sicurezza in una città di quasi cinquantamila abitanti? E se non dovesse addirittura riuscirci, sarebbe ingiusto chiedere le sue dimissioni?
Non intendo più essere tranquillizzato né ho la minima intenzione di attendere che nel frattempo la MIA città possa divenire un crocevia strategico di macrocriminalità organizzata e, siccome ritengo altresì inutile inviare soldati italiani all’estero in finte missioni di pace per poi ritrovarsi il proprio Stato inerme nella gestione di normali problemi di sicurezza, ho ufficialmente richiesto al Ministro degli Interni, Roberto Maroni, ed il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, l’invio di un contingente dell’Esercito pari a 50 unità che svolga missioni di pattugliamento e di cooperazione nelle ore diurne e notturne a fianco del corpo di Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri.
Queste sono soluzioni, il resto è mera propaganda

Marco Forconi
Segretario cittadino FN Montesilvano

Difficile trovare una definizione per una proposta del genere……IDIOZIA PREVENTIVA?

Montesilvano è in preda ad una crisi di panico mai vista negli ultimi trent’ anni” - Marco Forconi

Nella foto qui sotto, un montesilvanese in una sua ormai tipica espressione.

Non potevano certo denunciarlo per occupazione di suolo pubblico ed istigazione all’odio razziale o, peggio, continuare ad ignorarlo. Noooo, scherziamo! Questa non è mica un’amministrazione qualunque! Il sindaco Cordoma e il presidente del consiglio comunale Cozzi (esponente del cattolicissimo UDC) hanno infatti più saggiamente ritenuto di dover omaggiare con una visita di cortesia il segretario cittadino di Forza Nuova, ormai stremato dal lungo sciopero della fame (2 giorni scarsi).

Un doveroso riconoscimento a chi lotta per nobili ideali…

Da Il Centro del 14/05/08
LA PROTESTA
Da tre giorni senza cibo.
MONTESILVANO. Terzo giorno di sciopero della fame contro i rom per Marco Forconi. L’esponente di Forza Nuova, dopo aver ricevuto la visita da parte del sindaco Pasquale Cordoma e del presidente del Consiglio comunale Valter Cozzi, non si muove da piazza Diaz: dorme su una panchina accanto alle bandiere di Forza Nuova e ai ritagli di giornali sui reati commessi dai rom di Montesilvano. Le sue richieste sono: bloccare l’assegnazione delle case popolari ai rom e attivare uno sportello in municipio per le denunce.

sempre dal sito di Forza Nuova - Pescara

oggetto: fine sciopero fame

Alle ore 6.20 del 14 maggio 2008 ho sospeso il mio sciopero totale delle fame con presidio fisso all’interno della piazza antistante il comune di Montesilvano. Il sottoscritto comunica con enorme felicità che la battaglia è stata portata a termine nel più completo ed inaspettato dei successi, in quanto:

1. il sindaco di Montesilvano, Pasquale Cordoma, e buona parte dei suoi consiglieri, hanno recepito in maniera più che soddisfacente le mie direttive in materia di prevenzione contro l’emergenza rom-stanziali con l’impegno di portare questo tema e le mie proposte nei prossimi consigli comunali e di giunta;

2. l’impatto mediatico è stato notevolissimo e non ci sono state distorsioni o censure sulla protesta attuata;

3. il popolo di Montesilvano, nonostante un certo timore iniziale ed una fisiologica sorpresa, hanno espresso nei miei confronti e del nostro movimento un attaccamento quasi plebiscitario, lungamente superiore a qualsiasi aspettativa.

Voglio ringraziare tutti i miei compagni di movimento che mi hanno sostenuto nelle ore più critiche ed in particolare la segreteria provinciale ed il coordinamento regionale, veri esempi di lucida militanza e di profonda umanità.
Convinto di portare la mia città a riappropriarsi del suo sacro diritto di sangue che gli è stato negato nel corso dei decenni, ai montesilvanesi, infine, dico che ciò che è stato fatto non deve rimanere solo un ricordo fotografico o un articolo di giornale ma deve fungere da incitamento e da sprono futuro per colmare e soprattutto sotterrare tutto ciò che il malaffarismo rom-stanziale montesilvanese ha prodotto senza sosta da almeno 30 anni fino a ieri.

Marco Forconi
Segretario cittadino FN Montesilvano

La soluzione

“Prima di tutti vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista. Un giorno vennero a prendermi e non c’era rimasto nessuno a protestare” (Bertolt Brecht)

Da Repubblica

Con la scusa del popolo

di GAD LERNER

LA CACCIA ai rom scatenata in tutta Italia sta cominciando a suscitare disagio, ma non ancora la necessaria rivolta morale.

Difficile, soprattutto per dei politici, mettersi contro il popolo. Col rischio di passare per difensori della delinquenza, dei violentatori, dei ladri di bambini. E’ questa, infatti, la percezione passivamente registrata dai mass media: un popolo esasperato, l’ira dei giusti che finalmente anticipa le forze dell’ordine nel necessario repulisti.

Ma siamo sicuri che “il popolo” siano quei giovanotti in motorino che incendiano con le molotov gli effetti personali degli zingari fuggiaschi, le donne del quartiere che sputano su bambini impauriti e davanti a una telecamera concedono: “Bruciarli magari no, ma almeno cacciarli via”? Che importa se parlano a nome del popolo i fautori della “derattizzazione” e della “pulizia etnica”, i politici che in campagna elettorale auspicarono “espulsioni di massa”, i ministri che brandiscono perfino la tradizione cattolica per accusare di tradimento parroci e vescovi troppo caritatevoli?

La vergogna di Napoli, ma anche di Genova, Pavia e tante altre periferie urbane, non ha atteso l’incitamento dei titoloni di prima pagina, cui ci stiamo purtroppo abituando. “Obiettivo: zero campi rom” (salvo scatenarsi se qualche sindaco trova alloggi per loro). “I rom sono la nuova mafia” (contro ogni senso delle proporzioni). “Quei rom ladri di bambini” (la generalizzazione di un grave episodio da chiarire). Dal dire al fare, il passo dell’inciviltà è compiuto. Perfino l’operazione di polizia effettuata ieri con 400 arresti e decine di espulsioni sembra giungere a rimorchio. La legge preceduta in sequenza dalla furia mediatica e popolare, come se si trattasse di una riparazione tardiva.

Chi si oppone è fuori dal popolo. Più precisamente, appartiene alla casta dei privilegiati che ignorano il disagio delle periferie. Ti senti buono, superiore? Allora ospitali nel tuo attico! L’accusa, e l’irrisione, risuonano ormai fin dentro al Partito democratico. Proclama Filippo Penati, presidente di centrosinistra della Provincia di Milano: “I rom non devono essere ‘ripartiti’, bisogna farli semplicemente ripartire”. E accusa Prodi di non aver capito l’andazzo, di non aver fatto lui quel che promettono i suoi successori. Nel 2006 fu Penati, insieme al sindaco Moratti, a chiedere al comune di Opera di ospitare provvisoriamente 73 rom (di cui 35 bambini). Dopo l’assedio e l’incendio di quel piccolo campo, adesso è stato eletto sindaco di Opera il leghista rinviato a giudizio per la spedizione punitiva. Mentre si è provveduto al trasferimento del parroco solidale con quegli estranei pericolosi.

La formula lapalissiana secondo cui “la sicurezza non è né di destra né di sinistra” appassisce, si rivela inadeguata nel tumulto delle emozioni che travolge la cultura della convivenza civile. Perfino la politica sembra derogare dal principio giuridico della responsabilità individuale di fronte alla legge. Perché un conto è riconoscere le alte percentuali di devianza riscontrabili all’interno delle comunità rom, che siano di recente immigrazione dalla Romania, oppure residenti da secoli in Italia, o ancora profughe dalla pulizia etnica dei Balcani. Un conto è contrastare gli abusi sull’infanzia, la piaga della misoginia e delle maternità precoci, i clan che boicottano l’inserimento scolastico e lavorativo, la pessima consuetudine degli allacciamenti abusivi alla rete elettrica e idrica.

Altra cosa è riproporre lo stereotipo della colpa collettiva di un popolo, giustificandola sulla base di una presunta indole genetica, etnica. Quando gli speaker dei telegiornali annunciano la nomina di “Commissari per i rom”, sarebbe obbligatorio ricordare che simili denominazioni sono bandite nella democrazia italiana dal 1945. Il precetto biblico dell’immedesimazione - “In ogni generazione ciascuno deve considerare se stesso come se fosse uscito dall’Egitto” - dovrebbe suggerirci un esercizio: sostituire mentalmente, nei titoli di giornale, la parola “rom” con la parola “ebrei”, o “italiani”. Ne deriverebbe una cautela salutare, senza che ciò limiti la necessaria azione preventiva e repressiva.

La categoria “sicurezza” non è neutrale. Ne sa qualcosa il centrosinistra sconfitto alle elezioni, e solo degli ingenui possono credere che se Prodi, Amato o Veltroni avessero cavalcato l’allarme sociale con gli stessi argomenti della destra il risultato sarebbe stato diverso. Qualora il nuovo governo applichi con coerenza la politica di sicurezza annunciata, è prevedibile che nel giro di pochi anni il numero dei detenuti raddoppi, o triplichi in Italia. Scelta legittima, anche se la sua efficacia è discutibile. Quel che resta inaccettabile è il degrado civile, autorizzato o tollerato con l’alibi della volontà popolare. Insopportabili restano in una democrazia provvedimenti contrari al Codice di navigazione - l’obbligo di soccorso alle carrette del mare - o che puniscano la clandestinità sulla base di criteri aleatori di pericolosità sociale.

Da più parti si spiega l’inadeguatezza della sinistra a governare le società occidentali con la sua penitenziale vocazione “buonista”. E’ un argomento usato di recente da Raffaele Simone nel suo “Mostro Mite” (Garzanti), salvo poi trarne una previsione imbarazzante: la cultura di sinistra col tempo sarebbe destinata a essere inclusa, digerita dalla destra. Discutere un futuro lontano può essere ozioso, ma è utile invece riscontrare l’approdo a scelte comuni là dove meno te l’aspetteresti: per esempio sulla pratica delle ronde a presidio del territorio.

Naturalmente gli assalti di matrice camorristica ai campi rom di Ponticelli non sono la stessa cosa della Guardia nazionale padana. Che a sua volta non va confusa con i volontari di quartiere proposti dai sindaci di sinistra a Bologna e a Savona. Nel capoluogo ligure, per giustificare la proposta, è stata addirittura evocata l’esperienza del 1974, quando squadre antifasciste pattugliarono la città dopo una serie di bombe “nere”. Il richiamo ai servizi d’ordine sindacali o di partito è suggestivo, quasi si potesse favorire così un ritorno di partecipazione e militanza che la politica non sa più offrire. Ma è dubbio che nell’Italia del 2008 - afflitta da nuove forme di emarginazione come i lavoratori immigrati senza casa, le bidonvilles fucine di criminalità ma spesso impossibili da cancellare - le ronde possano considerarsi uno strumento di democrazia popolare.

Dobbiamo sperare in una reazione civile agli avvenimenti di questi giorni, prima che i guasti diventino irrimediabili. Già si levano voci critiche ispirate a saggezza, anche nella compagine dei vincitori (Giuseppe Pisanu). Il silenzio, al contrario, confermerebbe solo l’irresponsabilità di una classe dirigente che ha già cavalcato gli stupri in chiave etnica durante la campagna elettorale.

(16 maggio 200 8)

Tutto merito loro

 

Un plauso a Forza Nuova. Chiaramente violati i diritti d’autore da parte di Polizia e Guardia di Finanza.

Da PrimadaNoi

Nomadi nullafacenti, sequestrato un immobile da 500 mila euro

MONTESILVANO. E’ partita questa mattina la terza fase dell’operazione “leggenda metropolitana” condotta congiuntamente dalla polizia e guardia di finanza.
IN OTTO NELLA VILLA E SENZA REDDITO

In applicazione della normativa inerente le misure di prevenzione, su proposta del questore di Pescara, il Tribunale ha emesso decreto di sequestro anticipato, (ai sensi della legge nr. 575 del 31 maggio 1965), di un fabbricato nel comune di Montesilvano e di un libretto postale del valore di € 3.500,00.
Le persone destinatarie sono una coppia di nomadi conviventi di 54 e 50 anni, nullafacenti, sconosciuti al fisco nei cui confronti, sia la polizia di stato che la guardia di finanza, hanno investigato sulle disponibilita’ patrimoniali e sulle attività.
I due vengono definiti dagli inquirenti «socialmente pericolosi» in quanto svolgerebbero abitualmente attività illecite, anche in forma associativa: si parla di reati contro il patrimonio, usura ed estorsione.
L’immobile sequestrato, il cui valore e’ di circa 500 mila euro, si aggiunge alle altre ville, terreni, contanti ed autovetture del valore di 5 milioni di euro sequestrati ad altri nomadi il 16 ottobre 2007 ed il 22 febbraio 2008.
Sono state inoltre richieste due misure di prevenzione della sorveglianza speciale per la durata di anni 5, che si aggiungono alle precedenti 50 gia’ ottenute dal Tribunale.
I provvedimenti sono stati eseguiti nelle prime ore di questa mattina, da personale della polizia di stato e della guardia di finanza.
Ulteriori informazioni verranno date nel corso della mattinata.

VIVEVANO IN OTTO NELLA VILLA MA NON AVEVANO REDDITO

L’abitazione sequestrata ai coniugi Antonio e Sabia Spinelli, di 54 e 50 anni, si trova in via San Gottardo, a Montesilvano. Una villa a tre piani, ma solo due sono di proprietà della famiglia, oltre al giardino e un garage. Loro vivevano lì con 6 figli, il più piccolo dei quali ha 16 anni.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti i rom sarebbero riusciti ad appropriarsi dell’immobile, e andarci a vivere, costringendo i proprietari a vendere e a quanto pare stavano per attuare la stessa strategia anche sul proprietario del terzo piano.
Questa mattina in conferenza stampa gli investigatori hanno anche riassunto i precedenti della coppia: tutti e due nel passato avevano subito condanne per usura ed estorsione.
L’ultima denuncia risale al 2006, per tentativo di estorsione.
Inoltre non hanno mai presentato la dichiarazione dei redditi, quindi risultano sconosciuti al fisco. Per i due Spinelli e’ stata chiesta la misura di prevenzione della sorveglianza speciale per cinque anni (il Tribunale ne ha già concesse 50, in passato).
«Questo caso - ha sottolineato il comandante provinciale della Guardia di Finanza Di Teodoro - e’ un esempio scolastico del modo di comportarsi di queste persone, che non hanno mai lavorato».
Non e’ semplice dimostrare che i beni vengono acquistati dopo la commissione di reati e neppure provare che queste persone vivono di malaffare, ma le forze dell’ordine hanno intenzione di seguire questa linea di azione anche in futuro su tutto il territorio del pescarese. La normativa di riferimento e’ quella anti-mafia.

FORZA NUOVA SODDISFATTA: «IL COMUNE DEVE AGIRE»

«L’operazione congiunta di questa mattina della Polizia e Guardia di Finanza nei confronti di una famiglia rom ben nota a Montesilvano doveva davvero aver luogo in questi giorni?», chiede Marco Forconi, rappresentante cittadino di Forza Nuova.
«Non voglio nemmeno immaginare che ciò sia avvenuto a seguito dell’annuncio della mia iniziativa perché questo mi porterebbe a pensare che viviamo in una Repubblica delle Banane ove, per non vedersi negato un diritto ed avere un riscontro istituzionale, devi cospargerti di benzina in pubblica piazza. Ben vengano questi sequestri patrimoniali e contestuali misure preventive, ma non basta. Montesilvano, come Pescara, ha un virus, e deve essere debellato».
Forconi sostiene che il Comune di Montesilvano sia «correo rispetto a questi elementi e deve assolutamente rispondere con coraggio e fermezza. Sindaco Cordoma, lunedì 12 maggio si avvicina e io non ho ancora visto o sentito nulla che possa farmi cambiare idea. Se anche Lei si sente impotente di fronte a quest’orda lo dica, la inviterò a digiunare al mio fianco».

L’OPERAZIONE DI FEBBRAIO
L’OPERAZIONE DI OTTOBRE

Oh…questo ci crede veramente!

Allora, appuntamento lunedì 12 maggio in Piazza Diaz. Otto, otto e mezza. L’ultimo cappuccino, cornetto e poi via. E non saranno tollerate provocazioni. Chi intorno all’ora di pranzo intendesse comprare tramezzini o pizzette nei bar antistanti la piazza, è pregato di consumarli all’inteno dei locali o di farseli incartare.

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